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Viadotti in cattivo stato: la Società rassicura

Viadotto ad AltareAltare. Continua a far parlare e a destare preoccupazione lo stato dei viadotti dell’Autostrada Torino Savona dove il cemento si sta sbriciolando e le gabbie di acciaio arrugginite sono ormai esposte alle intemperie. Un spettacolo a dir poco inquietante che fa pensare, a torto o a ragione, alla mancanza di manutenzione in strutture che avrebbero bisogno di ben altre attenzioni, tenuto conto della loro vetusta età.

Si tratta di un’autostrada antica il cui progetto preliminare, elaborato dalla SPASIS, Società per Azioni Sviluppo Iniziative Stradali, risale agli inizi degli anni ’50 con la prospettiva di congiungere Torino con la riviera ligure. Fu nella primavera del 1968 che la società di gestione assumeva la nuova e definitiva denominazione di «Autostrada Torino Savona S.p.A.». All’epoca, gli autisti provenienti dalla riviera che per la prima volta si inerpicavano su questa autostrada di montagna a doppio senso di marcia per raggiungere le località piemontesi e si fermavano al distributore del Vispa chiedevano agli addetti alle pompe di benzina: «Ma quando inizia l’autostrada?». Micidiale era, nei mesi invernali, il tratto ghiacciato dopo la galleria di Montezemolo che ha causato un numero considerevole di incidenti. Nel corso degli anni sono stati poi effettuati i raddoppi ma il tratto antico, pieno di curve, richiede ancora adesso una certa attenzione nella guida.

Ritornando ai viadotti che attraversano la Valbormida, bisogna anche dire che il persistere dei dubbi tra la gente sulla loro stabilità dipende anche da quanto è stato pubblicato dai social network con abbondanza di particolari e con tanto di documentazione fotografica.

Secondo l’azienda non esisterebbe tuttavia alcun pericolo di cedimento: «In merito alle immagini ricomparse sui social media e, successivamente, pubblicate il 31 ottobre 2016 su alcuni quotidiani locali, con le quali veniva lanciato l’allarme sullo stato di alcuni “piloni” di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, la Società intende confermare quanto già dichiarato l’8 giugno 2016. Il viadotto in questione, Bormida di Mallare, non desta alcuna preoccupazione sotto il profilo della stabilità delle strutture; gli ammaloramenti riscontrati riguardano, infatti, la sola parte corticale dei calcestruzzi (copriferri).

L’azienda accenna inoltre agli interventi eseguiti a seguito della realizzazione della nuova viabilità provinciale (variante Ponte della Volta) inaugurata il 3 ottobre 2014: «La Società è intervenuta con locali disgaggi e, successivamente, nel periodo Luglio-Settembre 2016, con il ripristino dell’intero tratto di viadotto sovrappassante la suddetta viabilità».

L’azienda tiene comunque a ribadire che non esistono pericoli di sorta: «Rassicuriamo nuovamente i lettori che le opere d’arte ricadenti sulla nostra tratta vengono tenute sotto controllo anche mediante il ricorso ad una società specializzata con cicli di ispezioni periodiche visive ed approfondite a seguito delle quali non sono state riscontrate situazioni che possono costituire pericolo per l’incolumità delle persone».

Pur prendendo per buone le rassicurazioni della Società Autostrada Torino-Savona bisogna comunque ammettere che la vista del viadotto che incombe sul Ponte della Volta non è molto rassicurante ma esprime piuttosto uno stato di avanzato degrado.

E le preoccupazioni aumentano anche a fronte di quel che sta succedendo in altre parti del territorio nazionale dove i ponti crollano o stanno per crollare, eventi emblematici di un paese un tantino traballante. È di qualche giorno fa la notizia del cavalcavia crollato sulla Milano – Lecco con Anas e Provincia che si rimpallano le responsabilità.

PDP

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