stazione di Acqui Terme
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Sulla linea Acqui-Genova viaggiare costa sempre di più

Acqui Terme. Viaggiare sulla Acqui-Genova è sempre più caro. Con l’inizio del 2017, è scattato infatti l’ennesimo aumento per biglietti e abbonamenti. La ragione è da ricercare nel ritocco delle tariffe stabilito da Trenitalia Liguria (la linea Acqui-Genova è di competenza ligure), e si traduce per i pendolari in un rincaro di circa il 5% sui costi di biglietti e abbonamenti.

Una brutta notizia, per i passeggeri, anche se non si può, a dire il vero, parlare di sorpresa: i pendolari più assidui infatti, fanno notare che gli aumenti negli ultimi anni sono stati ricorrenti.

Più misterioso, semmai, sembra stabilire come vengano reinvestiti i maggiori proventi ricavati dall’azienda dalla linea Acqui-Genova, visto che il livello del servizio, come fatto notare dal Presidente del Comitato Trasporti Valli Orba e Stura, Fabio Ottonello, “nello stesso periodo è calato nell’offerta”. Lo stesso Ottonello, ha ripercorso, con l’aiuto dei vecchi abbonamenti, quanto accaduto alle tariffe negli ultimi anni, per la porzione di tratta da lui percorsa giornalmente (quella da Campo Ligure a Brignole).

Nel 2009, l’abbonamento annuale costava 377,10 euro, nel 2017 i costi saranno di 548,10 euro: un rincaro, cifre alla mano, del 45,3%, percentuale che è lecito immaginare sia valida anche per la restante parte della tratta.

Detto che l’inflazione complessiva dal 2009 a oggi è stata inferiore al 10%, e che la linea Acqui-Genova, secondo un’indagine di pochi mesi fa è considerata una delle tratte ferroviarie peggiori d’Italia, non è facile trovare una logica.

Va detto, per completezza di informazione, che secondo un’altra recente indagine, pubblicata prima di Natale, e portata avanti dalle FS piemontesi, la tratta Acqui-Genova sarebbe la seconda in Piemonte per percentuale di evasione sul titolo di viaggio, col 17% (il primato, per inciso, spetta a un’altra linea che transita per Acqui, la Alessandria-S.Giuseppe). Al riguardo, però, i pendolari fanno notare che i biglietti chilometrici sono stati aboliti, nelle stazioni minori non ci sono biglietterie, ma solo emettitrici, non sempre di facile utilizzo per gli anziani, e soprattutto, non sempre funzionanti. Chi scrive, recentemente, ha provato ad acquistare un biglietto all’emettitrice della stazione di Acqui Terme: quel giorno, dopo avere scoperto che non era possibile acquistare il biglietto inserendo il contante nell’apparecchiatura, abbiamo risolto utilizzando una tessera bancomat. Ma cosa avranno fatto quei passeggeri che lo stesso giorno non avevano un bancomat a portata di mano?

M.Pr

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