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Acqui Terme - piazza Matteotti
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Scelti i progetti per sostituire la fontana di piazza Matteotti

Acqui Terme. Ora non ci sono più veramente dubbi: la fontana posizionata davanti al teatro Ariston non piace. Se è vero infatti che a manifestare perplessità, in primis, sono stati gli stessi acquesi, ora a dirlo chiaro e tondo sono i progetti presentati a Palazzo Levi in occasione del concorso di idee per rinnovare l’immagine di questa parte della città. Ebbene, nessuno degli architetti, geometri ed ingegneri che hanno partecipato all’iniziativa hanno lasciato nei propri elaborati quella fontana. Al suo posto sono state sistemate panchine, giochi per i bambini, postazioni wi fi, ma non la fontana.

«In effetti se questo concorso ha avuto uno scopo è stato proprio quello di acquisire pareri in merito a quella fontana – spiega il sindaco Enrico Bertero – un’opera che non sembra piacere molto ai cittadini e che, evidentemente, a giudicare dai fatti, nemmeno troppo ai professionisti». Posizionata all’altezza del suolo, con flutti che vengono accesi solo raramente, risulta inutile e ingombrante per una piazza che invece potrebbe diventare un salotto per la città. Tre i progetti premiati dalla commissione formata da esperti del settore (9 sono i progetti depositati). Due sono risultati al primo posto. Si tratta della proposta n. 5 dei professionisti Ennio Borlandi, Alberto Bosso, Giacomo Ferraro, Lorenza Mariotti, Guido Massucco, Roberta Motto, Mario Pasqualino e Alessandro Raggio, provenienti da Novi, Savona, Acqui e Biella, e il progetto n. 7 dei professionisti Marco Ciarlo, Fabrizio Melano e Giampiero Negro di Savona, Altare. Al terzo posto si è classificato il progetto dell’architetto genovese Angelo Del Vecchio. «Tutti i progetti che hanno vinto hanno proposto un budget che si avvicina ai 100 mila euro – aggiunge Bertero – e tutti sembrano non apprezzare troppo il palazzo dell’Ariston». I progetti vincitori, ma anche gli altri in gara a dire la verità, hanno trovato esteticamente scorretta l’immagine della piazza con alle spalle quel grande palazzo di 5 piani. Per questo motivo ognuno ha cercato, a modo proprio, di sistemare quelle che possono essere considerate quinte naturali oppure costruzioni in grado di distrarre la vista percorrendo via XX Settembre.

«Tutti i progetti hanno previsto arredi urbani dove risultano essere centrali le panchine e le aree verdi». In particolare poi, il progetto terzo classificato, riserva un ampio spazio ai più piccoli che, in effetti, in città non hanno molti spazi verdi in cui giocare. «La prima scrematura è stata effettuata – conclude Bertero – ora, soldi permettendo, decideremo quale di questi progetti si addice di più alle esigenze dei cittadini».

Gi. Gal.

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