Aggredito Don Feletto parroco di Rivalta e Orsara B.da

don Roberto FelettoRivalta Bormida. Dovrà rispondere di tentato omicidio, Massimo Giuliano, il 33enne di Rivalta Bormida che nella mattinata di venerdì ha aggredito con ferocia, e per motivi che non sono ancora stati del tutto chiariti, il parroco del paese, don Roberto Feletto, 78 anni, tuttora ricoverato in ospedale in prognosi riservata.

Ad arrestare Giuliano, attualmente ai domiciliari, sono stati i carabinieri di Rivalta Bormida, allertati da due giovani marocchini che avevano sentito delle urla provenire dalla canonica e hanno dato l’allarme. Al loro arrivo i militari hanno trovato Giuliano nel giardino adiacente, apparentemente intento a curare le piante. L’uomo anzi ha dichiarato loro di essere stato incaricato di questa mansione proprio dallo stesso parroco. Ai Carabinieri però non è sfuggita la presenza di macchie di sangue sulle scarpe e sui vestiti dell’uomo, che è stato così fermato per accertamenti

Entrati poi nella canonica, i Carabinieri hanno trovato don Feletto a terra, riverso in una pozza di sangue. Il parroco, prima di svenire, ha avuto la forza di riferire alle forze dell’ordine il nome dell’aggressore e l’arma da lui utilizzata nell’aggressione.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ancora al vaglio dei Carabinieri, il giovane avrebbe avvicinato il parroco per chiedergli dei soldi in prestito (pare che questo fosse già avvenuto altre volte), forse perché trovatosi nella necessità di ripianare urgentemente alcuni debiti. Al diniego di don Roberto, come colto da un raptus, gli si è avventato contro, colpendolo due volte al capo con forza con il manico di una accetta e quindi serrandogli  violentemente la gola, per poi trascinarlo sulle scale.

Don Feletto è stato immediatamente trasferito in ambulanza all’Ospedale di Acqui Terme dove gli è stato riscontrato un fortissimo trauma cranico, con annesse ferite lacero contuse alla testa e al volto, oltre a segni di strangolamento.

Il successivo intervento del personale specializzato del NOR di Acqui Terme per i rilievi tecnici ha permesso di evidenziare tracce ematiche in diversi ambienti della canonica e di rinvenire il manico descritto dalla vittima, fornendo i primi indizi sulle modalità dell’aggressione. Per ricostruire pienamente la dinamica degli eventi e le ragioni alla base di essa, sarà però necessario attendere che l’anziano parroco, sia in condizione di rispondere alle domande degli inquirenti.

Al momento di andare in stampa, don Feletto si trova ancora in prognosi riservata all’ospedale di Acqui Terme, e in stato di sedazione. I primi esami, però, sembrano avere scongiurato il rischio di lesioni cerebrali legate al trauma cranico. La speranza di tutti i parrocchiani, è di riaverlo presto a celebrare la messa.

M.Pr

Su L’Ancora del 19 febbraio maggiori dettagli sull’accaduto
e il pensiero del sindaco e del vice sindaco di Rivalta

 

Il commento del Vescovo

Solidarietà e preghiera

Tutti sanno che don Roberto Feletto, parroco delle parrocchie di Rivalta Bormida e di Orsara Bormida, è stato violentemente aggredito in casa parrocchiale da una persona di Rivalta Bormida e che ora è ricoverato all’ospedale di Acqui Terme. Le sue condizioni di salute vanno migliorando, anche se esse sono seriamente compromesse.

Non conosciamo con precisione come si è svolto l’accaduto, perché don Roberto non è ancora in grado di parlare e la magistratura sta indagando sul fatto. Certamente don Roberto è stato vittima innocente da parte dell’aggressore.

Domenica scorsa, 12 febbraio, ho celebrato la Santa Messa ad Orsara e Rivalta, per manifestare la vicinanza del vescovo, dei sacerdoti e di tutta la diocesi nei confronti di don Roberto e nei confronti della popolazione. In quella occasione ho potuto constatare di persona che le due comunità sono molto scosse da quanto è accaduto e dimostrano piena solidarietà al loro parroco. Anche i non cristiani abitanti nel territorio si sono preoccupati dello stato di salute di don Roberto, memori dei suoi molti gesti di carità nei loro confronti.

Mentre attendiamo con trepidazione gli esiti delle cure mediche e delle indagini della magistratura, siamo tutti invitati a pregare per don Roberto. Personalmente ho pensato di affidarlo, in particolare, all’intercessione della Beata Teresa Bracco.

Perdoniamo l’aggressore, mentre chiediamo che sia aiutato, con i mezzi che le autorità competenti sapranno indicare, a non ripetere simili atti.

+ Pier Giorgio Micchiardi
Vescovo di Acqui

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