Home / Acqui Terme / Resti degli archi romani sul greto della Bormida?
Archi romani - Acqui Terme

Resti degli archi romani sul greto della Bormida?

Acqui Terme. Nemmeno nella litografia 1824 (e son quasi 200 anni fa), che ritrae L’Acquidotto [sic] antico d’Acqui, immagine che è parte del Viaggio romantico pittorico di Modesto Paroletti, vi son tracce delle emergenze – e parrebbero proprio d’epoca romana – che l’ultima violenta piena del Bormida ha fatto comparire nella zona degli archi.

Sembra così davvero di riconoscere “l’interiore [della struttura] tutto ciottoli di fiume, ligati col mezzo di tenacissima calce, [che] forma una breccia quasi indistruggibile” di cui riferiva già Vincenzo Malacarne nel lontano 1787, nelle sue Lezioni accademiche.

Con la tenacia di questo conglomerato che è stata sottolineata dai più recenti studi: l’insieme è stato equiparato al cemento armato.

 ***

Davvero imprevedibile il Signor Caso.

Dopo gli interramenti “volontari” degli uomini, al Teatro Aperto di via Scatilazzi, ecco – a compensazione… – una sorta di “cantiere archeologico” lasciato dal fiume (pur in mezzo a tanti disastri di qualche mese fa). E infatti ci sono anche alcuni piloni (fortemente ricostruiti esternamente dagli interventi legati al progetto D’Andrade 1896: lo ricordiamo) che sono stati fortemente scalzati. Un problema cronico per la struttura, che richiese lavori importanti già nel 1910. Son così ridiventati visibili, oggi, gli interventi di consolidamento statico effettuati sulle fondamenta degli archi tra 1969 e 1980.

Nello scavo (la zona è quella più prossima al fiume; a pochi metri dai piloni incompleti, conseguentemente privi anche di arcate) ben tre sono i reperti sui quali invitiamo Soprintendenza e Museo Archeologico (ma chissà? forse le indagini son state accompagnate da riserbo) a condurre gli opportuni riscontri.

Quel che oggi appare, anche agli occhi del non specialista, è un monumento ancora ostaggio di tanti residui arborei, e indebolito dalle notevoli escavazioni prodotte dalle correnti.

Una primavera particolarmente piovosa, con una nuova piena, potrebbe forse ulteriormente danneggiare, o addirittura compromettere, il simbolo di Acqui?

Red. acq.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *