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Bach in Santa Maria con le cantate di Pasqua

Acqui Terme. È doppio l’appuntamento con la Stagione di Santa Maria di questa settimana.

Venerdì 7 aprile, alle ore 21, la rassegna Colophonia room – la stanza della linfa proseguirà con le live performance di Alina Kalancea e Mauro Maffei “con i Buchla Instruments”.

A seguire l’esibizione dei N O S (Nessuna Ostentazione Sonora). Sulla scena Claudio Ferrari – electronics, Riccardo Canessa – basso & tools, Marco Cacciamani – devices & implements. Con la componente video curata da Gianriccardo Scheri e Marco Cacciamani. Ingresso a offerta libera fino a esaurimento posti.

Di assoluto richiamo il concerto “di Pasqua” che è in programma domenica 9 aprile, al pomeriggio, con inizio fissato alle ore 17. (E qui, davvero, c’è il rischio di un tutto esaurito che deluderà chi magari non riuscirà ad entrare; consigliabile una telefonata o una mail di prenotazione posti).

Per l’esecuzione della Cantate bachiane, scritte per la Resurrezione il pubblico acquese potrà trovare i Solisti (Cristina Mosca, e Valentina Porcheddu – soprani; Luca Santoro – tenore ; Marco Grattarola – basso), il Coro da Camera e gli Strumentisti (una decina) del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria, con la direzione affidata a Marco Berrini.

In programma le Cantate per antonomasia, quelle di J.S. Bach (una assoluta novità la loro esecuzione per la Acqui musicale, andando a memoria, indietro di almeno 35 anni).

Con un programma che annovera le opere di catalogo BWV 4 – Christ lag in Todesbanden, BWV 118 – O Jesu Christ, mein’s Lebens Licht; e poi BWV 150 –Nach dir, Herr, verlanget mich e BWV 196- Der Herr denket an uns.

Un concerto per pochi?

“Scottata” da precedenti chiusure (che non pochi problemi logistici, e imbarazzi, han creato…), “Antithesis” ha necessariamente scelto, per il concerto attesissimo del 9 aprile, una linea autarchica.

Certo un ambiente più grande (inevitabilmente una chiesa; perchè il “Garibaldi” non c’è più…) avrebbe meglio giovato al concerto. Ma conveniamo che la scelta di Santa Maria sia, per chi organizza, la più comprensibile. E la più giusta. Pur mettendo a nudo la scarsa propensione al “far sistema” di parti della città (pur vero che la situazione di emergenza, senza un auditorium comunale, perdura da troppo tempo…). Un peccato.

 ***

Pensiamo non sia bello guastare la vigilia di questo concerto che tanto promette. E così subito voltiamo pagina.

Le cantate di Bach ad Acqui, dal vivo, per certi versi appartenevano (sino a ieri) ai desideri del “libro del sogni”.

E ripercorrendo il passato dei concerti della Pisterna, nello spazio musicale di Via Barone, giusto sottolineare un aspetto: tante serate hanno offerto una qualità notevole, certe volte con interpreti proprio formidabili. Come alcuni tra quelli attesi domenica 9.

Chi dirige: Marco Berrini

Ha lavorato con Ottavio Dantone, Gianandrea Noseda, Aldo Ceccato, e all’interno di istituzioni di tradizione quali i Pomeriggi Musicali di Milano, il Maggio musicale fiorentino, il Teatro Bellini di Catania. E’ specializzato in prassi rinascimentali e barocche. Alla testa dell’Ars Cantica Choir ha inciso, in prima mondiale, i Responsori della Settimana Santa di Orlando di Lasso.

Invito all’ascolto – L’Alleluja di Bach

“In ambito luterano la scelta dei testi si carica di responsabilità, perchè ha ampi margini liberi”. Così ha scritto Guido Salvetti, che continua: “La magnifica fioritura non sarebbe stata possibile in ambito cattolico, dove prevale una liturgia codificata. Qui, invece, il musicista può costruire un mutevole mosaico testuale, dove il riferimento al momento liturgico avviene con le parole della Scrittura, cui si accostano commossi commenti lirici (ariosi e arie) e interventi della comunità dei fedeli (i corali)”.

“Cristo giaceva nei lacci della morte/ vittima del nostro peccato;/ egli è risuscitato/ e ci ha portato la vita”: questo il testo d’apertura, di Martin Lutero, nella Cantata BWV 4. Che, dopo la sinfonia, inaugura la sezione vocale combinando il cantus firmus (la melodia base) del corale al contrappunto delle altre parti. Quindi ecco seguire altre sei versetti/strofa del testo (di qui l’appellativo della cantata “per omnes versus”.

In cui facile sarà essere affascinati ora dalla voce del tenore, che commenta il virtuosistico moto dei violini (Jesus Christus, Gottes Sohn /Gesù Cristo, figlio di Dio), ora dalla tecnica del basso ostinato (Hier ist das rechte Osterlamm / Ecco il giusto l’agnello pasquale), ora dai dialoghi di soprano e tenore (So feiern wir das hohe Fest /Celebriamo dunque la gran festa), ora dalla proclamazione di un Alleluja che si accompagna ad una espressione intima. Come raccolta. E anche in questo approccio – che contraddice la festosità estrema, l’esplosione vocale, la esaltazione gioiosa di cui lo Jubilus si carica, sin dal Medio Evo, nel rito romano e nella sua monodia – si può vedere una ulteriore originalità dell’approccio protestante.

Concerto da non perdere.

G.Sa

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