Acqui Terme

Una velocissima seduta consiliare ad Acqui Terme

Acqui Terme. Una velocissima seduta consiliare, quella convocata per le 21 di mercoledì 29 marzo nella maggior sala di palazzo Levi. Inizio con appello del presidente Lelli (assenti Arcerito e Ravera della maggioranza, Bosio e Cannito dell’opposizione, oltre agli assessori Pizzorni e Salamano) alle 21,25. Termine alle 21,58.

In apertura Bertero sottolinea due interventi recenti dell’amministrazione: i lavori di abbellimento nel corridoio di accesso alla sala consiliare, per ospitare la “collezione” di quadri donati o acquistati dal Comune; quindi l’inizio del progetto di mobilità leggera, ovvero del potenziamento del trasporto urbano.

Dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente, il primo punto in discussione è la ratifica di una deliberazione della giunta comunale, relativa  a “variazioni al bilancio di previsione 2017/2019 applicazione avanzo amministrazione”.

Dopo la spiegazione dell’assessore Franca Roso, De Lorenzi dai banchi dell’opposizione chiederebbe maggiore precisione e più ricchezza di informazione negli allegati. L’assessore Roso gli risponde che non si può allegare tutto e quindi si mette solo quello che è previsto dalla legge.

[…] […]

Il quarto punto sono le variazioni al piano finanziario degli interventi relativi  al servizio di gestione dei rifiuti urbani. Dopo l’illustrazione dell’assessore Roso, il voto vede tutti a favore tranne due astenuti (De Lorenzi e Volpiano).

A spiegare il punto successivo è il presidente Lelli: si tratta di una modesta variazione al Prg non costituente variante. Riguarda una piccola porzione dell’area perimetrata a Strumento Esecutivo relativa alla porzione ex industriale/produttiva – ora impropria – in passato sede della ditta Grattarola-Ceriani.

Tale piccolo appezzamento è di proprietà della ditta Collino S.P.A., la quale, con una piccola variazione, viene stralciata dal perimetro assoggettato allo Strumento Urbanistico Esecutivo al fine di consentirne un uso autonomo e indipendente dal resto della proprietà e riportato alla destinazione originale e identificata come zona “D”- artigianale.

Secondo la legge urbanistica regionale, la variazione non costituisce variante al PRG, prevede un’unica delibera di Consiglio Comunale (una sola “lettura”) e non implica nuovo consumo di suolo, in quanto già edificabile, ma facente parte di un comparto per il quale si deve prevedere un piano particolareggiato. Si tratta di un provvedimento di puro “buon senso” che rende indipendenti due diverse proprietà e quindi due differenti iniziative.

De Lorenzi ribadisce la necessità di arrivare ad una revisione generale del PRG, per evitare questi piccoli aggiustamenti. Il voto ha ancora lo stesso esito (due astenuti).

[…]

L’ultimo punto viene spiegato velocemente dall’assessore Ghiazza: si tratta della dismissione al Comune di Acqui Terme delle seguenti strade: Angogna, Faetta, Fasciana, Calonnie, Valle Verde, Tratti Fontana D’orto, tratto di Corso Bagni. Anche qui il voto è unanime.

Alle 21,58 la seduta è tolta.

M.P.

(articolo completo su L’Ancora n.14 del 9 aprile 2017)

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