ospedale di Acqui: no alla chiusura di cardiologia

Ospedale: prosegue il dibattito ma il sindaco è infuriato con la Regione

Acqui Terme. Prosegue il dibattito sull’ospedale acquese. Pubblichiamo prima un intervento del sindaco Bertero, quindi quello del dottor Angelo Benazzo. Gli interventi si possono leggere integralmente su L’Ancora n.14 del 9 aprile 2017.

Il Sindaco: “Vergognoso ciò che fa la Regione”

«Tra le azioni più vergognose che possano essere messe in pratica nell’attività di guida di un Ente Pubblico, detiene una posizione di massima rilevanza quella che comporta la penalizzazione di un’intera comunità per una mera ritorsione politica.

Questa volta la scellerata decisione, che purtroppo, a dispetto di quanto promesso e messo per iscritto dalla Regione Piemonte, si dirige nella stessa direzione intrapresa con la famigerata D.G.R. 1-600 del 19/11/2014 e con i conseguenti atti aziendali, riguarda i CAVS, ovvero le unità assistenziali di continuità a valenza sanitaria.

Alcuni mesi fa, prima di Natale, in un incontro con i Sindaci dell’Acquese e dell’Ovadese, ci era stato promesso, dalla Regione Piemonte tramite AslAl, con veloce sollecitudine il finanziamento di una ventina di posti letto di CAVS nell’ambito del Distretto di Acqui Terme – Ovada. Nonostante ciò e nonostante le reiterate richieste dal parte del collega Sindaco di Ovada, nulla è avvenuto, anzi sono state implementate le unità assistenziali di continuità nel nosocomio di Casale ignorando nuovamente il polo sanitario di Acqui Terme/Ovada….

Una vergogna, proprio come è avvenuto per l’ospedale di Acqui Terme!

[…]».

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“Invertire la tendenza in atto si può, quindi si deve!”

«Un autorevole commentatore di sinistra ha scritto giovedì scorso che “le responsabilità sono sempre e comunque delle persone, che i diritti e i doveri sono sempre delle persone e che da questo concetto dipende la democrazia”. Nel contesto delle disavventure sanitarie della nostra città e dell’acquese -cosiddette criticità- le responsabilità sono quindi anche dei cittadini acquesi che hanno negli anni votato candidati che poi eletti non li hanno tutelati, sia a livello locale sia regionale.

Dire -come fanno negli ultimi numeri de L’Ancora il Primario di Chirurgia di Casale (a scavalco su Acqui) e il Consigliere Regionale Ottria -che occorre guardare avanti è giusto, certamente, ma è troppo poco!

Il Primario ci chiede di avere fiducia, ammettendo però che certe decisioni sono state prese in maniera verticale. Disarmante è la conclusione: “fare leva su chi decide per ottenere qualcosa in più… magari qualcuno potrebbe anche pensare di ritornare su certe decisioni…”. Una domanda su tutte: se da tempo era noto che il validissimo Primario della Chirurgia del Monsignor Galliano sarebbe andato in pensione a fine anno perché non sostituirlo subito? Perché aspettare? (Chissà fino a quando…).

Ha colpito in questi giorni anche il messaggio per i dipendenti della Direzione dell’ASLAL, che per tramite della Direzione Regionale e quindi dell’Assessore Saitta, argomenta “…complimenti ai risultati ottenuti per l’azione svolta… marciamo affiancati da quasi due anni… base ineludibile per il consolidamento dei risultati ottenuti…”. Il cittadino che vuole approfondire può andare, per capire l’aria che tira, a dare una sbirciatina alle bacheche sindacali aziendali. Dovrebbe essere ancora presente, tra l’altro, anche il manifesto a lutto sui rapporti RSU-Azienda Sanitaria pubblicato lo scorso anno dalla stampa di tutta la nostra provincia.

[…] […] […]

 

Nell’ottica di cercare di essere propositivi può essere utile provare a vedere cosa ci raccontano i nostri dirimpettai astigiani e ovadesi. Per bocca di noti esponenti politici e amministratori locali astigiani -che peraltro non sono neanche in campagna elettorale- sappiamo che ritengono sia giunta l’ora che la Regione mantenga le promesse ovvero elargisca i quattordici milioni per completare l’Ospedale della Valle Belbo che con altri dodici milioni (mutuo ASLAT) dovrebbero consentire di riprendere i lavori, non di ultimarli! Il costo di quanto speso finora ho difficoltà a recuperarlo ma è sintomatico il commento del ex Sindaco nicese del PD Pesce : “tanti soldi sono già stati spesi e non si può tornare indietro”! Dato che ripetere giova lo diciamo ancora una volta: chiudere certe strutture al “Monsignor Galliano”, a favore di altre ancora in progettazione, è stato non improvvido ma demenziale. Per di più com’è noto gli abitanti del sud astigiano grazie anche a una viabilità a percorso non eccezionale ma breve (15-20 minuti in media) hanno usufruito nell’ultimo quindicennio a piene mani delle prestazioni sanitarie del nosocomio acquese; tra l’altro costruzione modulare e antisismica, la più recente di tutta la provincia che vale sempre la pena ricordare.

[…] […] […]

 

Com’è oramai noto si voterà a giugno. C’è tempo affinché i candidati a sindaco Bertero, Bosio, De Lorenzi e Lucchini dicano in concreto quali sono le loro proposte e aprano un confronto fra loro stessi e la cittadinanza.

Solo Bosio per ora ha presentato un programma la cui doverosa sintesi andrà evidentemente esplicitata. Per gli altri siamo in trepida attesa sottolineando che Lucchini, professionista della sanità, potrebbe dare un valido contributo. Ci vuole coraggio. Invertire la tendenza in atto si può, quindi si deve!».

Dottor Angelo Benazzo

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