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Le gelate hanno provocato gravi danni ai vigneti

Dopo le gelate tardive che nella scorsa settimana hanno colpito tutto il Nord Italia e in particolare il Piemonte, il comparto agricolo è alle prese con la conta dei danni, che si annunciano ingenti soprattutto per il comparto orticolo e per quello vitivinicolo. La Coldiretti parla di danni alla produzione in alcuni casi superiori al 50%. Per i vigneti l’ondata di freddo anomalo degli ultimi giorni ha avuto conseguenze molto serie. Sulle colline dell’Ovadese, ma anche, seppure in misura lievemente minore, su quelle dell’Acquese, la gravità della situazione è immediatamente visibile. Viti sofferenti, in alcuni casi bruciate. in settimana la temperatura è scesa sotto zero, e la brina, assai tardiva visto che siamo ben oltre la metà di aprile, ha attaccato piantine già piuttosto avanti nel loro ciclo di maturazione. Anzi, più avanti del solito, per effetto dell’ondata di caldo, altrettanto anomala, delle settimane precedenti.

Le conseguenze sul raccolto saranno importanti. Certo, si può sperare che le viti “ricaccino”, ma è dura. In molti casi le vigne più vecchie hanno resistito, e quindi certe aree coltivate a Barbera e a Dolcetto sembrano essersi salvate. Paradossalmente, a essere più colpite sono state le vigne di fondovalle: chi ha vigneti in posizione di alta collina, infatti, è stato aiutato dall’esposizione all’aria che ha impedito danni più gravi (il che spiega l’impatto minore sulle vigne nell’Acquese rispetto all’Ovadese).

Non è andata meglio al comparto orticolo, che ha sofferto anch’esso di danni generalizzati.

Sul tema registriamo una presa di posizione del senatore Federico Fornaro, che in una nota scrive: “Per l’agricoltura della Provincia di Alessandria e in particolare per il settore vitivinicolo, siamo di fronte a un evento di straordinaria gravità.

I danni provocati dall’ondata di gelo senza precedenti sono stati molto rilevanti e i nostri agricoltori non possono essere lasciati soli e devono sentire le istituzioni vicine per superare questi momenti di estrema difficoltà.
Pieno sostegno quindi da parte di Articolo 1 – MDP alla giusta richiesta che venga dichiarato al più presto lo stato di calamità, nei termini previsti dalla normativa vigente”.

Colpito un po’ tutto l’Ovade­se

Ovada. Gli imprenditori parlano di una gelata che, in alcuni casi, ha compromesso dalla metà alla quasi totalità delle vigne aziendali. Un’azienda, in parti­colare (nel Gaviese) teme ad­dirittura la mancata vendem­mia mentre un po’ tutti gli im­prenditori colpiti dall’improvvi­sa ondata di questo tardivo, in­tenso ed inatteso freddo primaverile temono il calo della prossima produzione. L’ondata di freddo ha partico­larmente bruciato i germogli, in fiore nella fase più delicata della ripresa biologica del si­stema agricolo.

La preoccupazione di tanti agricoltori si era fatta poi anco­ra più seria dalle aspettative previste per la temperatura della successiva notte, ancora stimata sotto zero… Infatti la notte del 19 aprile si sono raggiunti in alcuni punti anche i -3° mentre per quella del 20 ci si è fermati a 0°…

Segnalazioni anche da parte di alcuni Comuni che stanno richiedendo lo stato di calamità alla Regione Piemonte per i danni alle colture, “posizione che la Cia sostiene a difesa dei redditi delle aziende colpi­te.”

Nella zona di Ovada, il gran fred­do notturno si è fatto particolarmente sentire anche alla Rebba, in prossimità dell’Orba. Patate, ciliegie e mirtilli, tra le altre, le coltivazioni più colpite dalla temperatura notturna della metà della settimana scorsa, scesa proprio a livelli tardo in­vernali!

Ma anche nel territorio di Ta­gliolo, per fare un altro esem­pio locale, le notti “invernali” di questo pazzo aprile (prima parte del mese con giornate praticamente già esti­ve, con punte anche di 30° e più al sole; poi la recente successione di alcune notti veramente fred­de e da sotto zero) hanno messo a dura prova i vigneti nella loro fase più delicata, e non solo. Anche gli alberi da frutto (come i peschi ed i ciliegi) hanno sofferto molto mentre  le patate sono state come “bruciate” dal gelo.

Stessa situazione nella zona di Molare, dove diverse colture di pomodori hanno sofferto molto il ripetuto gelo notturno.

Ed a molti produttori agricoli della zona purtroppo non è re­stato che contare e far vedere gli ingenti danni subiti dalle pro­prie colture…

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