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Un gran bel concerto tenuto dai Cluster

Acqui Terme. Favolosa partenza per “Musica IN Estate 2017”: divertentissimo e piacevole al massimo grado il concerto vocale dei “Cluster”, nel tardo pomeriggio di sabato 29 aprile al Teatro Romano. E, davvero, sulla trascinante prestazione di Erik Bosio, Luca Moretti, Nicola Nastos, Letizia Poltini e Liwen Magnatta – bravissimi, estremamente professionali, al cospetto di un uditorio piuttosto misurato, in considerazione dell’eccellenza della proposta: e poi cercheremo di spiegare perchè – tutti i presenti potrebbero concordare.

Difficile trovare, allora, chi non possa riconoscere l’originalità di una offerta artistica che non dimentica le “radici classiche” della scuola di formazione (che è il Conservatorio di Genova), ma che, poi, investiga le strade della modernità e della ricerca (anche tecnica). Con batteria e percussioni “vocali” – senza dimenticare il basso “strumentale” sempre affidato alla voce – a catalizzare l’attenzione di un uditorio che davvero ci ha messo pochissimo a lasciarsi conquistare dalle canzoni (ecco Volare di Modugno, l’Alleluja di Leonard Cohen, Ti sento dei Matia Bazar; e poi Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco, e poi ancora De André, “mimetismi” rock combinati con l’aria d’opera, standard jazz, e brani originali, e poi ancora vere “sfide” dei solisti nel rendere le sonorità di piatti e rullanti, ma anche di una tromba in sordina…).

Con costruzioni verticali delle linee, per quanto concerne l’armonia, raffinate, ed effetti “di crescendo” e”diminuendo” (sia nel tempo, nell’agogica; sia nell’altezza) clamorosi (ecco i cinque cantanti nelle mani di un virtuale DJ, che manipola il disco, lo accelera, lo rallenta…)

Uno dei concerti più divertenti (e i primi a sembrare a pieno gratificati sono gli esecutori, che oltretutto, con simpaticissimo approccio, si propongono alla platea) e “virtuosi” degli ultimi anni, che – lo torniamo a dire – meritava altra “sorte, e anche altra collocazione.

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 “Musica IN Estate” – ha come si sul dire – “battuto” un colpo: ma se l’assessore Pizzorni ha avuto modo di annunciare (genericamente) le diverse iniziative già programmate che chiuderanno l’attuale mandato, ecco che l’assenza del maestro Roberto Margaritella, direttore artistico della rassegna, ha fatto di sicuro fatto venire meno uno degli scopi programmatici dell’anteprima: quello di svelare, almeno in parte, i contenuti del futuro cartellone.

Alla fine un appuntamento “un po’ sprecato”. Perché il meteo matto di aprile consegna sì un fine mese dalle temperature (bassine) di inizio primavera; e perchè – e va detto – collocare il concerto alle 18.30 all’aperto significa un po’ “andarsela a cercare”. Il concerto va a “confliggere” con l’ora di cena, e così succede che le gradinate del “Romano” (colpevolmente incomplete all’inizio del concerto), si spoglino ulteriormente mentre i “Cluster” (che proprio non se lo meritano) stiano proponendo gli ultimi pezzi.

Forse anche l’incombere del periodo elettorale finisce per condizionare la program-mazione: ma certo altro riscontro di pubblico (pensiamo davvero un gran pienone) si poteva immaginare spingendo la data verso quell’estate così generosa con i concerti all’aperto.

La cui cornice si può certo meglio curare (discorso vecchio, e ci scusiamo per il noioso rilievo) con più attenzione.

Dai gradini del Teatro Romano, sabato 29 aprile, per il pubblico una visuale davvero desolante: con un palco brutto e spoglio, lo sfondo di una facciata con diverse campiture di colore (effetto non finito…) a coprire i graffiti, e finestre abbandonate, o dai vetri rotti…

E dire che la primavera è stagione di fiori.

G.Sa

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