Paolo Cravanzola

La seconda parte dell’intervista al Mº Cravanzola

Corale Santa Cecilia 70 anni di attività

Acqui Terme. La Corale “Santa Cecilia” del Duomo, compie 70 anni di vita. Dopo la pubblicazione della prima parte dell’intervista al suo maestro, l’acquese Paolo Cravanzola, su “L’Ancora” n.19-2017, in questo numero (n.20 del 21 maggio 2017), ripercorriamo, inizialmente, gli anni più recenti della storia del coro, poi aprendo una finestra sui programmi futuri.

La storia recente del “Santa Cecilia”, dal 1997 in poi, di fatto da quando il tuo contributo si è fatto via via più determinante, racconta di tante novità. Intanto, accanto all’accompagnamento liturgi-co, molteplici sono state le occasioni – pienamente autonome – di concerto…

“È vero: anche se, in funzione delle nostre forze, con realismo, abbiamo cercato di puntare sì sulla visibilità, ma anche sulla qualità. Senza strafare. Ma individuando possibili ambiti di lavoro, gratificanti, di autentica valenza artistica, ‘utili & formativi’ (e che, naturalmente, non si potevano affrontare senza impegno vero. E pieno e consapevole). Di qui le collaborazioni con la le Voci e l’Orchestra della “Collegiata di San Secondo” di Asti, e con il maestro Giuseppe Gai, dal 2009, che si è concretizzata nei concerti acquesi dell’Epifania (e con quelli di Santo Stefano, allestiti nella città del Palio). E non posso non ricordare, poi, i concerti avanti la Messa di Mezzanotte, a Natale, e la tradizione recente di quelli di San Guido. E poi le incisioni. A cominciare dal CD Memorie di canto (2004)”.

Ma a parte la declinazione dell’attività musicale, il Coro ha compreso che era necessario darsi una nuova struttura organizzativa…

“Esattamente. Per dedicarsi meglio alle ‘cose da fare’. Per introdurre una disciplina di lavoro che deve, evidentemente, passare dalla musica alla gestione anche logistica ed economica, alla divisione degli incarichi, ad un coinvolgimento di più soggetti nell’impostazione dell’attività. Con il risultato di una positiva responsabilizzazione. Di qui la nascita dell’Associazione Corale “Santa Cecilia”, di cui è attuale presidente (per un mandato triennale) Agnese Da Rin…”.

[E proprio lei, significativamente, ci apre le porte della sede del Coro, che si affaccia, da un lato, su piazza Duomo e, dall’altro, sui corridoi superiori del chiostro dei canonici. Qui si svolge il nostro incontro: e anche tante sue precisazioni ci han fatto comprendere l’entusiasmo che connota questa ‘nuova vita’ del ‘Santa Cecilia. E poi gli ambienti sono davvero ideali per ‘fare coro’. E di già indichiamo anche i contatti di questa Associazione Musicale e Culturale: e-mail: santacecilia. acqui@libero.it; facebook: Corale Santa Cecilia].

 Del resto il programma 2017/18 denota – mi pare di capire – un carnet decisamente ricco e assai strutturato: senza gli strumenti, sopra ricordati, certo non lo si sarebbe potuto pensare.

 Ma torniamo alla componente artistica…

 “Al momento questo calendario di eventi lo affrontiamo con otto bassi, quattro tenori, sei contralti e sei soprani: e benvenuto è chi vorrà aggiungersi, in futuro, nel segno di un progetto che prevede tre prove settimanali (una per le voci maschili, una per quelle femminili, e una d’insieme).

Dopo il concerto realizzato in collaborazione con il Municipio, il 20 maggio, avremo quello del 2 luglio per San Guido. Quindi un intenso autunno: il 7 ottobre in Sala Santa Maria per ‘Antithesis’ una nuova esibizione, poi l’appuntamento con la manifestazione AiutarCantando (il 5 novembre, con altri cori); quindi l’accompagnamento musicale al la celebrazione liturgica in diretta TV, su RAI Uno, il 12 novembre, per la solenne concelebrazione dei 950° della Cattedrale dell’Assunta.

 Il 6 gennaio 2018 seguirà il Concerto dell’Epifania, e a luglio, di nuovo, per le feste del nostro Patrono, è in programma la presentazione di un nuovo CD con canti polifonici…”.

Non solo sacri…

“Sì: la sfida è quella di allargare il campo del repertorio: per comporre un programma capace di percorrere tante direzioni Nuove. O che potevano sembrare abbandonate. In grado, da un lato, di andare in direzione del brano popolare, ma anche del repertorio profano classico. Del melodramma. E del resto al Teatro Ariston, nel novembre 1958, il ‘Santa Cecilia’ non si cimentava con i cori di Verdi, Mascagni e Gounod? Credo possa essere di duplice gratificazione. Per chi ascolta. E per chi esegue. E coerente per chi sa bene che questa è una lunga storia musicale… Che va avanti da 70 anni.”

G.Sa

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