stazione di Acqui Terme
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Il futuro della linea Acqui-Ovada-Genova

Acqui Terme. Doveva essere l’occasione per discutere del futuro della linea ferroviaria Acqui-Genova. Tutti seduti intorno allo stesso tavolo. Invece, lunedì 22 maggio a quel tavolo, indetto a Genova fra l’assessore ai trasporti della Liguria Giovanni Berrino, i sindaci del territorio fra Acqui ed Ovada e l’assessore piemontese ai trasporti, mancava proprio quest’ultimo.

L’assessore Francesco Balocco ha preferito inviare un proprio funzionario, di certo molto capace, ma non in grado di impostare un discorso politico, necessario per mettere mano ai disagi vissuti quotidianamente dai pendolari. Un fatto questo che, logicamente ha suscitato lo sconforto e in qualche caso qualche gesto di stizza da parte dei sindaci del territorio.

Ad essere contrariato è stato anche il consigliere regionale del Pd Walter Ottria che ha detto: «È un peccato che Balocco non ci sia, purtroppo è già la seconda volta dopo l’incontro di Ovada di qualche mese fa. Credo che a questo punto sia necessario un confronto istituzionale tra le due Regioni per trovare soluzioni a lungo raggio per una linea ferroviaria che va difesa. Chiederò formalmente all’Assessore un impegno in questo senso».

Dall’assessore Berrino invece, sono arrivati segnali di apertura. Del tutto inaspettati dai piemontesi. Se è vero che ha asserito che, a meno che lo Stato non versi più risorse, non sarà possibile aggiungere treni sulla linea, ha detto che sulle altre richieste dei pendolari si può ragionare.

In particolare, si potrà organizzare meglio la distribuzione degli orari dei bus sostitutivi usati durante la chiusura della linea a partire dal 29 luglio e fino al 3 settembre, ed eventualmente, si potrebbe portare il capolinea a Brignole, saltando però Principe. Si ragionerà anche sulla riduzione dei tempi di percorrenza dei treni e sulla ridistribuzione di quelli del mattino in partenza dalla Città dei fanghi per Genova, al fine di renderli più utile a chi viaggia.

Gi. Gal.

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