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Insieme per acqua e salute

“Insieme per acqua e salute”, in duemila ad Alessandria

Pieno successo per la manifestazione “Insieme per Acqua e Salute”, promossa dai Comitati insieme ai NoTav per protestare contro la discarica di Sezzadio e le politiche legate al Terzo Valico. Nel pomeriggio di sabato 27 maggio, una pacifica, ma molto chiassosa folla di manifestanti ha invaso le strade di Alessandria: nel mirino dei circa 2 mila manifestanti [la cifra è stata confermata dalla Questura, ndr], equipaggiati di, nasi blu (a testimoniare l’importanza dell’acqua), vuvuzelas, fischietti, striscioni e tanti slogan, c’erano il Partito Democratico, al governo sul territorio provinciale, in Regione e a Roma, e grande sostenitore della Riccoboni e del consorzio Cociv, ed in particolare il Presidente della Provincia, e sindaco di Alessandria, Rita Rossa, considerata responsabile di importanti scelte politiche a favore tanto della Riccoboni quanto del Terzo Valico.

Alla sfilata hanno partecipato i sindaci di Acqui Terme, Castelnuovo Bormida, Rivalta Bormida, Alice Bel Colle, Terzo, Strevi, Morsasco, Cassine, Sezzadio, Orsara Bormida, Ricaldone, Cavatore, Castelspina, Castelletto d’Erro.

Fra le figure politiche che hanno preso parte alla marcia, degni di nota l’europarlamentare Tiziana Beghin, il senatore Marco Scibona, il consigliere regionale Paolo Mighetti (tutti M5S) ed il consigliere regionale Massimo Berutti (Forza Italia).

Per quanto riguarda la scena cittadina, oltre al sindaco uscente, Enrico Bertero, era presente anche il candidato sindaco dell’M5S, Lorenzo Lucchini.

Partiti, come già lo scorso anno, da piazza Garibaldi, all’altezza del teatro comunale, i manifestanti, accompagnati da una quarantina di trattori, hanno attraversato la città percorrendo via Cavour, piazza della Libertà, piazzetta della Lega, Corso Roma e Corso Crimea, prima di fare ritorno al punto di partenza.

Il corteo ha effettuato diverse soste, ma la più significativa è stata quella sotto Palazzo Rosso, sede del Comune di Alessandria, dove i manifestanti, dopo aver scandito slogan contro Rita Rossa, hanno lanciato un accorato appello agli alessandrini invitandoli, alle prossime, imminenti elezioni amministrative, a votare qualunque candidato ad eccezione del sindaco in carica.

«Siamo di nuovo in strada a manifestare – ha detto Urbano Taquias dei comitati di base della Valle Bormida – contro il Pd, Rita Rossa e la politica marcia di questo paese. Non permetteremo mai che la falda di Sezzadio-Predosa, da cui si alimentano 50 mila persone, venga inquinata dai veleni della Riccoboni. Abbiamo già cacciato i tecnici dell’azienda lo scorso autunno, quando sono venuti a Sezzadio per gli espropri per la tangenziale e siamo pronti a rifarlo, così come per lo smarino del Terzo valico (previsto nella cava di Opera pia, ndr). Siamo pronti a fare le barricate».

Per Claudio Sanita dei comitati No Terzo valico, chi governerà Alessandria dopo l’11 giugno, dopo l’auspicata “defenestrazione” del Pd, dovrà «uscire da ogni tavolo dedicato alla costruzione del Terzo valico, far deliberare al Consiglio comunale la contrarietà del Comune al Valico chiedendo al contempo al governo di fermare l’opera e l’annesso sperpero di soldi pubblici. Infine, ordinare lo stop ai conferimenti di smarino nelle cave alessandrine».

Le dimensioni del corteo, la sua composizione (tanti giovani, molte le famiglie con al seguito i bambini) e il suo atteggiamento determinato ma colorato e a tratti festoso hanno attirato l’attenzione dei molti alessandrini presenti in strada per lo ‘struscio’ del sabato pomeriggio. Numerosi i commenti positivi, soprattutto motivati dalla presenza, in coda al corteo, di alcune “squadre di pulizia” che hanno ripulito le strade dopo il passaggio dei manifestanti, mentre da parte dei negozianti del centro la reazione più diffusa è stata di piacevole stupore.

Secondo quanto riferito da alcuni di loro, interpellati durante le soste del corteo, il giorno precedente alcuni passanti li avevano (disinteressatamente, certo) avvertiti dell’opportunità di chiudere i loro esercizi in concomitanza col passaggio della manifestazione, per evitare atti vandalici da parte dei temibili manifestanti, che a loro dire, avrebbero minacciato di compiere devastazioni.

Probabilmente, è bastato uno sguardo alle condizioni delle strade cittadine, e un pensiero ai numerosi provvedimenti presi dal sindaco Rossa in questi anni a beneficio dal centro storico, per convincerli a scegliere la devastazione minore: erano tutti aperti.

M.Pr

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