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In vista delle elezioni amministrative dell’11 giugno a Cairo M.tte

Paolo Lamberti, capolista di “Noi per cambiare” risponde agli interrogativi di “Barbabianca”

Cairo M.tte. Paolo Lambertini, candidato sindaco della lista “Noi per cambiare” partecipante alle elezioni amministrative per la scelta del nuovo sindaco di Cairo Montenotte ed il rinnovo del Consiglio Comunale per il  quinquennio 2017-2022 è l’unico, dei tre candidati sindaci capolista che si sottoporranno al giudizio degli elettori cairesi domenica 11 giugno, ad aver risposto ai quesiti che sul numero 21 de L’Ancora abbiamo proposto con l’articolo firmato con lo pseudonimo “Barbabianca”. Ringraziandolo per l’attenzione riservata al nostro setimanale pubblichiamo integralmente le sue risposte  e considerazioni.

“Caro Barba Bianca, mi chiamo Paolo Lambertini e a Cairo mi candido capolista con la lista “Noi per cambiare – Lambertini Sindaco”.

Non sono un politico. Almeno non nell’accezione che negli anni è stata data a questa parola. Sono un cittadino che ha deciso di interessarsi ai cittadini e ha deciso di dedicare un nuovo capitolo alla città che lo ha visto crescere e che ha scandito tutti i momenti più importanti della sua vita.

E così la squadra con cui mi presento a queste elezioni. Quando abbiamo iniziato questa avventura abbiamo pensato solo a una cosa: cosa possiamo fare per rendere Cairo un luogo migliore? Un luogo in cui i nostri nipoti e i figli dei nostri nipoti potranno un giorno costruirsi una vita piena e ricca di opportunità, senza dover pensare di trasferirsi in un’altra regione se non addirittura all’estero.

Se riguardate oggi, a 10 giorni dalle elezioni, cosa abbiamo fatto e cosa abbiamo detto, troverete questo come elemento comune. E non parlo solo di cosa abbiamo pubblicato sul nostro sito internet per dovere di trasparenza. Parlo proprio di cosa abbiamo raccontato alle persone. I confronti che abbiamo sostenuto con ogni singolo cairese che ci ha cercato giorno dopo giorno. Chi si è avvicinato per strada o si è reso disponibile a partecipare ai nostri incontri con le frazioni e con le diverse categorie. Chi è venuto da noi entusiasta e chi scettico. Chi si è convinto della nostra proposta e chi ancora non sa chi votare. E quello che avete visto in questi giorni è semplicemente e onestamente quello che vedrete nei prossimi 5 anni se deciderete di scegliermi come vostro primo cittadino. Perché questo sarò. Non un politico ma il primo cittadino tra tutti gli altri cittadini di Cairo Montenotte. Un sindaco che sta tra la gente, che impara dalla gente e che ascolta le loro necessità. Un sindaco che si fa “dettare l’agenda” dai cittadini che lo hanno scelto e che lui rappresenta. Non si può governare una città se non si conoscono i problemi della città e delle persone che la abitano. Non si può essere credibili come sindaco se non si dà giorno dopo giorno conto delle scelte che si stanno facendo e dei programmi che si stanno realizzando. Ogni cittadino deve tornare a casa e dire: ho visto il sindaco oggi e mi ha chiesto, raccontato, spiegato… ognuno deve sentire ogni decisione come se fosse in parte anche una proprio decisione.

In buona sostanza potete capire come il programma elettorale che proponiamo si inserisca quindi in un ampio progetto di vicinanza e ascolto e per delinearlo siamo partiti esattamente da quello sguardo “presbite” di cui parla all’inizio del suo articolo, dalla domanda “Come vorremmo fossero Cairo e le sue frazioni tra 10 anni?”. Guardiamo lontano per iniziare a fare oggi le cose che servono domani.

Abbiamo pensato a come vogliamo Cairo, come dicevo all’inizio. E abbiamo capito che vogliamo innanzi tutto una Cairo senza la tristezza in volto, una Cairo vivace, attiva, consapevole, innovativa e moderna, fiera delle proprie persone e che difende e valorizza i propri luoghi, una Cairo piena di lavoro e in cui la gente si sente accolta e partecipe.

La consapevolezza e il realismo saranno sempre compagni di viaggio, bisognerà guardare i conti del Comune per capire da cosa partire, ma, mi ripeto ancora: questo viaggio non lo faremo da soli!
E lo sguardo e l’orecchio attento verso l’interno dovranno essere rivolti anche all’esterno. I Comuni oggi non possono permettersi di rimanere altezzosi e isolati, devono lavorare in network e con la Provincia e la Regione, devono guardare a tutte le possibilità di sinergia e di finanziamenti regionali, nazionali o europei. E questo per tutti i settori vitali per una città.

La Sanità, ad esempio, che per noi deve avere tre caratteristiche principali: continuità, efficienza ed efficacia. Rivogliamo il Pronto Soccorso che ci è stato tolto, perché dobbiamo ai nostri concittadini quel senso di sicurezza dato dalla vicinanza dell’assistenza sanitaria in un momento di emergenza. Senza scordarci che senza questo non si può procedere nel lungo percorso di richiesta di Ospedale di Area Disagiata. Per non perdere tutto nel frattempo, sosteniamo il progetto regionale di gestione privata della struttura ospedaliera. Stuttura che, lo ribadiamo con forza, rimarrà pubblica, come pubblico rimane il Servizio Sanitario, senza costi aggiunti per i cittadini e come pubblici rimangono i contratti di chi in ospedale ci lavora.

Lavoreremo per una città sicura, una città più bella, in cui le persone vogliano vivere. Nel programma abbiamo azioni per migliorare la qualità urbana e la vivibilità dei nostri luoghi per ricreare spazi codivisi: la ristrutturazione necessaria della nostra Piazza della Vittoria, che va ora anche ripensata, in modo da favorire il ritrovarsi; il Castello, ristrutturato grazie al Senatore Sambin, ma ora in forte degrado, soprattutto nelle sue vie di accesso, va rigenerato e reso vivo con incontri e grandi eventi; vanno abbattute realmente le barriere architettoniche e attraverso il nuovo PUC bisogna migliorare la viabilità e la situazione dei parcheggi.

Non servono semafori o “asfalti elettorali”, ma una reale e pratica riqualifica urbana, perché le azioni siano le risposte a esigenze reali e possano durare nel tempo. Per questo è necessaria la partecipazione dei cittadini, di professionisti e operatori nella gestione del piano, vogliamo innanzi tutto condivisione.

Un altro elemento cardine per la vivibilità è la presenza di lavoro. Il rilancio della nostra importante tradizione industriale è vitale e deve andare di pari passo con il rispetto per la salute umana e la cura per l’ambiente. Sostenibilità, innovazione e riconversione. Oggi la tecnologia ci offre grandi possibilità e l’ambiente può diventare un fattore di competitività.

Non è più possibile produrre a scapito delle risorse naturali, non possiamo ipotecare il futuro dei nostri figli e non possiamo neppure continuare a ipotecare le nostre aree prendendo accordi con industrie ad alto impatto, come fatto recentemente dall’attuale Amministrazione con la Zincol Ossidi (Zinox).

Dobbiamo coinvolgere gli Istituti di Ricerca ed Innovazione presenti nella nostra Regione, eccellenze a livello nazionale, dobbiamo seguire i buoni esempi di riconversione presenti in Italia e all’estero. Il programma nazionale, a cofinanziamento regionale, per le Aree di Crisi Complessa, in cui rientra Cairo, permetterà alle aziende di trovare supporti finanziari per i Programmi per la Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI).

Dobbiamo tornare ad essere il luogo ideale per chi genera opportunità e per chi è disposto a rischiare, preparandoci ad accogliere gli innovatori dei prossimi 30 anni.

Vogliamo cambiare. Siamo partiti cambiando il modo in cui si fa politica e vogliamo continuare cambiando il modo in cui si amministra la nostra meravigliosa città. E alla fine siamo certi che cambieremo il volto della città e il volto di tutti i nostri concittadini che adesso guardano con sguardo preoccupato al loro futuro. E tutto questo non lo faremo da soli. Siamo sicuri che il nostro sforzo diventerà quello di tutti i cairesi e i nostri risultati saranno i risultati di cui ogni singolo cittadino potrà sentirsi orgoglioso. Contiamo su di voi! “

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