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Pittori tra Torino e Langhe al tempo di Augusto Monti

Monastero Bormida. Il salone delle feste del castello medioevale di Monastero Bormida non è riuscito a contenere tutti gli appassionati d’arte che sabato 3 giugno hanno partecipato al vernissage della mostra “Pittori tra Torino e le Langhe al tempo di Augusto Monti”, allestita nei locali del secondo piano dell’antico maniero, da alcuni anni sapientemente ristrutturati e adibiti ad attività espositive e culturali. «Un risultato straordinario – ha precisato l’assessore dott. Luigi Gallareto – che testimonia come con la costanza, la caparbietà e la qualità anche le aree marginali e montane come la Langa Astigiana possono produrre eventi importanti, di autentica valorizzazione territoriale, a livello culturale, turistico e ambientale». Concetti questi ribaditi nell’intervento del sindaco Ambrogio Spiota e del sen. Federico Fornaro, che hanno fatto da introduzione e da conclusione alla relazione del prof. Mauro Galli, curatore della mostra dal punto di vista scientifico e autore dell’importante saggio con cui si apre il catalogo.

«La rassegna – ha spiegato Galli – getta uno sguardo panoramico sulla variegata e dinamica situazione artistica torinese, animata da una vivace dialettica di tendenze e dalla presenza di artisti di notevole rilievo rappresentati in mostra da opere significative. Innanzitutto quelle di Felice Casorati, il cui avvento a Torino alla fine del secondo decennio ha prodotto una netta cesura con la cultura dei maestri che dominavano sulla scena artistica torinese. Sulla scia di Casorati, affascinati dal suo carisma e dallo stile della sua pittura, si posero i numerosi allievi e allieve (Marchesini, Mori, Levi Montalcini, Romano, Lattes, Bionda e Galvano) che frequentavano la “scuola” aperta dal maestro in via Galliari, dove si insegnavano il rigore disegnativo e le regole classiche della composizione. Sul fronte modernista a partire dal ’23 si pose anche la combattiva pattuglia dei futuristi, con Fillia, Pozzo, Diulgheroff, Oriani, Rosso e altri, che fondevano nelle loro opere il linguaggio futurista con apporti cubisti e tendenze astratte. Per iniziativa di Edoardo Persico, nel ’29 si formò poi il gruppo dei “Sei pittori di Torino”, costituito da Paulucci, Levi, Menzio, Chessa, Galante e Boswell, che seguivano indicazioni critiche di Lionello Venturi, altro esponente dell’antifascismo, contenute nel suo libro “Il gusto dei primitivi” del ‘26, testo che rivalutava i pittori del Tre e del Quattrocento e leggeva in chiave “primitivista” l’Impressionismo e il Postimpressionismo, considerati come matrici della modernità in pittura. In dialettica con loro si posero nel corso degli anni Venti e Trenta anche altri pittori di valore come Manzone, Valinotti, Deabate, Quaglino, Terzolo e Peluzzi, profondamente radicati nei territori d’origine, attivi a Torino e nella provincia  piemontese tra il Monferrato e le Langhe, che rappresentavano, con trasporto affettivo, il paesaggio della loro terra e le attività stagionali dei contadini, mantenendo vivo il legame col naturalismo ma innovandolo con moderate iniezioni di modernità che, come accadeva nelle coeve opere dei Sei, provenivano prevalentemente d’Oltralpe. Sono inoltre esposte opere di alcuni artisti non allineati con i gruppi in campo, che però hanno lasciato tracce significative della loro presenza in Piemonte come Carena, Sobrero, Maggi, Malvano, Spazzapan, Mastroianni e altri. La mostra comprende infine alcune opere di Mario Sturani, genero di Monti, autore di originali ceramiche modellate per la ditta Lenci, di cui divenne direttore artistico. La mostra analizza quel periodo straordinario della cultura torinese tra le due guerre, quando la ex-capitale sabauda era diventata culla della prima industrializzazione italiana e ambiente vivacissimo di cultura: basti pensare alle figure di Gobetti, di Gramsci e di Augusto Monti, il “profe” del D’Azeglio, scrittore, antifascista, maestro di etica politica, profondamente convinto che sui valori del liberalismo fosse possibile innestare anche istanze di giustizia sociale. È proprio Monti, nativo di Monastero Bormida, il filo conduttore di questa mostra che tenta di ricostruire il contesto culturale in cui ha agito e l’intreccio delle relazioni che ha intessuto con altre personalità attive a Torino tra le due guerre. Di questo straordinario personaggio e dei suoi rapporti con il mondo politico, sociale e artistico della Torino del primo Novecento ha dato testimonianza la signora Caterina Bauchiero, vedova di Augusto Monti, che con grande vivacità ha rievocato l’epoca, i personaggi, le amicizie, i rapporti tra artisti, letterati, mondo della scuola e della politica di quegli anni».

Al termine della presentazione, la presidente dell’Associazione Museo del Monastero Ilaria Cagno ha invitato tutti a visitare la mostra che è stata aperta al pubblico con la guida di Adriano Parone e Franco Fabiano, esperti, appassionati d’arte e curatori del reperimento delle opere, dell’allestimento, della gestione dell’evento. Alla loro competenza e al loro grande lavoro, affiancato da quello di tanti volontari e amici, si deve l’ottimo risultato ottenuto, risultato che è stato possibile grazie alla disponibilità di numerosi prestatori, alla copertura assicurativa della compagnia Generali, al sostegno economico, oltre che del Comune di Monastero Bormida, della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (Progetto “Esponente”) e della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.

La mostra – che si avvale dei patrocini della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale, della Provincia di Asti – espone oltre 140 opere per la maggior parte dipinti, suddivise in sei settori in base al periodo storico e ambientate per illustrare al meglio il percorso artistico e culturale di quegli anni. Il catalogo è in vendita alla reception. Il biglietto di ingresso costa 5 euro e viene rimborsato in caso di acquisto del catalogo. La mostra – che chiuderà la sera di domenica 6 agosto – è aperta al pubblico il sabato pomeriggio h. 16-20 e la domenica h. 10-13 e 16-20, mentre per gruppi prenotati sono possibili visite anche extra-orario, previo avviso al tel. 349 6760008, 0144 88012, 328 0410869 o alle mail: museodelmonastero@gmail.com e info@comunemonastero.at.it.

 

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