Il “tappeto rosso” sconfina in Valbormida: anche Cosseria e Millesimo aderiscono

Cairo M.tte. Il tappeto rosso sconfina in Valormida: si sarebbero associati al progetto i Comuni di Cosseria e di Millesimo. Si tratta di quel «red carpet» sul quale, anziché sfilare divi dello spettacolo, si avvicendano i turisti per ammirare le bellezze paesaggistiche della Liguria.

Si tratta del red carpet più lungo del mondo che da Rapallo arriva a Portofino, e si allunga ancora: traguarda i confini del Tigullio per estendersi a tutta la Regione. Uno strumento di comunicazione che continua a far parlare di sé e, dopo la campagna di primavera, diventa il fulcro della campagna estiva de «Lamialiguria».

Non è solo un’idea di Regione, ma la volontà di una serie di borghi dell’entroterra e di Comuni della fascia costiera che hanno fatto richiesta di poter usare il marchio «red carpet» per promuovere il territorio. Secondo il governatore Giovanni Toti si tratta di un’azzeccata operazione di marketing che assomiglia all’uovo di Colombo: le bellezze ci sono, ma per valorizzarle e scoprirle hanno bisogno di un «segno rosso» che le metta in evidenza e le valorizzi seguendo il fil rouge del tappeto rosso.

La nuova campagna, che estende il progetto anche a borghi e Comuni dell’entroterra, è stata illustrata il 23 giugno scorso ai Bagni Medusa di Nervi dove, simbolicamente, è stato steso un mini red carpet, alla presenza anche degli assessori al Turismo Gianni Berrino e alla Cultura Ilaria Cavo, insieme al commissario straordinario dell’Agenzia turistica «In Liguria» Carlo Fidanza.

Tre sono le tipologie degli aderenti: Borghi, percorsi costieri e Comuni, accomunati dalla volontà di valorizzare al meglio le loro eccellenze, sia gastronomiche che culturali e turistiche.

L’entusiasmo del Presidente della Regione è tuttavia smorzato dalle riserve avanzate al MoVimento 5Stelle riguardo ai costi di questo evento e chiedono più chiarezza a Toti e a Bucci: «Il castello di opacità e silenzio eretto da Toti e Bucci sta crollando un pezzo alla volta, fattura dopo fattura, svelando tutto quello che il governatore ha sempre cercato di tenere nascosto per calcolo politico e propagandistico. Glielo chiediamo ancora una volta, caro Toti: è questa l’idea di trasparenza che ha in mente di esportare dalla Liguria a Palazzo Tursi, con il suo pupillo Bucci? Per mesi hanno mentito sui costi del Red carpet e sulle reali funzioni di Liguria Digitale. Come potranno, i cittadini genovesi, credere alle loro promesse elettorali?

Toti e Bucci tirino fuori finalmente tutte le carte sulle operazioni di Liguria Digitale e le giustifichino di fronte ai liguri. Se riusciranno a farlo. Altrimenti prendano atto della gravità della loro condotta politica e agiscano di conseguenza».

Ma il Presidente Toti ribadisce che si tratta di una grandiosa e vincente promozione turistica e non politica, come qualcuno vorrebbe insinuare: «Dopo l’esperienza del Tigullio siamo stati chiamati da moltissimi Comuni che ci hanno chiesto di poter inaugurare anche loro il red carpet, visto il successo avuto dalla passerella rossa stesa senza soluzioni di continuità. Abbiamo pensato pertanto di estendere il modello a tutta la Regione, come un marchio, a simboleggiare la bellezza e l’attrattività della nostra terra che ha bisogno di essere promossa adeguatamente».

PDP

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