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Giornata della cultura ebraica tra visite, letture e tavola kasher

 Acqui Terme. Abitava, nel Ghetto, in via Ginevra Scatilazzi, il “savio Natano monferrino”. Abitava nel ghetto, ovviamente, in una delle ultime case che, stoicamente, resistevano alla ristrutturazione edilizia promossa dal Sindaco Saracco, Isaia Debenedetti detto Graziadio. Che è una delle più riuscite figure dei Sansossì, il romanzo di Acqui e della Valle Bormida di Augusto Monti, al quale – insieme con il protagonista della vicenda, il papà Bartolomeo -, Massimo e Maurizio Novelli hanno dato voce, nel pomeriggio di domenica 10 settembre, presso la sala conferenze de l’Hotel “La Meridiana” di Salita Duomo.

Nell’ambito delle iniziative cittadine legate alla Giornata Europea della Cultura Ebraica, il folto pubblico convenuto per l’occasione (ed è spiaciuta, però, l’assenza dell’Assessore alla Cultura Terzolo) ha potuto dapprima ricostruire, con le parole della prof.ssa Luisa Rapetti, il contesto storico e sociale della Acqui ottocentesca, in cui grande parte aveva la Sinagoga.

A seguire la lettura, davvero magistrale, dal cap. X (pur in estratto sintetico) del romanzo montiano, che ha permesso non solo di risalire agli eventi degli anni Settanta e Ottanta del sec. XIX, ma di riandare agli episodi di intolleranza contro gli israeliti che pure seguono la promulgazione dello Statuto Albertino, e una “emancipazione” ebraica, che a corrente alternata, attraversa diverse fasi a cominciare dalla discesa ad Acqui di Napoleone nel 1796.

E, davvero, auspichiamo che le pagine così ben proposte dai Fratelli Novelli (acquesi, ma da tempo colonne del Teatro Tascabile di Alessandria) possano ritornare in replica presso la nostra Biblioteca Civica, o nelle nostre scuole. Poiché proprio la lettura “interpretata” esalta quel dato del sottofondo di oralità (non a caso questi sono “i racconti di papà”) che ormai la critica ha identificato come matrice di un testo che, “sacrificato” (o soffocato?) da una lettura silenziosa, si anima e si ravviva proprio nei dialoghi e in una dimensione sonora (e, allora, perchè non approntare, magari, e giriamo l’idea agli amici di Araba Fenice o di Iter/EIG, un audiolibro?).

Spentisi gli applausi meritatissimo per gli interpreti “montiani”, altri hanno suggellato la degustazione kasher (dolce e salata) proposta da Miscotto. E davvero non poteva esserci suggello più opportuno per questa lunga giornata acquese, all’insegna della stella di Davide, che era iniziata, di buon mattino, con la visita guidata al Cimitero Ebraico.

 G.Sa

 

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