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Orsara e “Gli orsaresi nella Grande Guerra”

Orsara Bormida. A cent’anni dalla rotta di Caporetto, che nella memoria collettiva resta l’evento più drammatico del primo conflitto mondiale, alle ore 17 di domenica 1 ottobre, nella sala consiliare del Municipio di Orsara, sarà presentato il saggio storico “Gli Orsaresi nella Grande Guerra” da Luisa Rapetti. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale con il Sindaco Stefano Rossi, e dall’Associazione “Ursaria Amici del Museo” con il Presidente Carlo Bianchi.

La ricerca storica, dedicata intenzionalmente ai giovani perché sappiano difendere il dono della pace, riporta il quadro documentato dei due fronti di guerra, quello di trincea e quello interno, ricostruiti attraverso fonti di prima mano quali i documenti degli archivi militari e civili, le memorie di testimoni, i servizi giornalistici riferiti specialmente alla stampa locale del tempo, monumenti e icone pubbliche. A completamento, sono richiamati i veterani delle guerre di indipendenza e del conflitto italo-turco, la struttura dell’esercito italiano dall’Unità e nel conflitto, la normativa coeva sul reclutamento.

L’iter militare dei 386 richiamati contiene l’identikit di ciascuno, l’appartenenza familiare e il domicilio nel paese, l’attività svolta da civile in patria o all’estero, il grado di istruzione e il ruolo matricolare. L’arma, la brigata di riferimento e le date riportate nel foglio matricolare sono per la prima volta corredati dall’ indicazione della zona (nei documenti militari celata dalla generica dicitura “territorio in stato di guerra”) ben definita del fronte di guerra – italo – austriaco, albanese, macedone, libico, francese e marittimo – in cui ciascun richiamato si trovò ad operare e da notizie circostanziate su ferimenti, prigionie, decessi nonché su renitenze e diserzioni.

Il fronte interno del paese prende forma attraverso servizi pubblici e privati ormai moderni, insediamenti, tipologie di abitazioni e tracciati viari, forme di vita di famiglie ancora patriarcali, attività contadine, artigiane e commerciali, diffusa scolarizzazione e religiosità della gente, nonché da vicende comuni segnate dal conflitto quali la massiccia emigrazione di uomini verso l’Argentina e il dimezzamento della popolazione.

Tutti gli orsaresi sono invitati a partecipare. D.B.

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