Dalla sanità visibile alla sanità invisibile

Acqui Terme. Mercoledì 27 settembre, ad Acqui, presso la sala ex Kaimano, con la presenza di oltre 100 persone, è iniziato il percorso regionale “Dalla sanità visibile alla sanità invisibile: grandi rischi e grandi opportunità; quale ruolo per le comunità locali?” promosso da Cittadinanzattiva. L’iniziativa vuole verificare, in tutta la regione, l’effettiva esistenza (o almeno la programmazione) dei nuovi servizi territoriali, che dovrebbero compensare la riduzione della rete ospedaliera e, possibilmente, migliorare la cura e l’assistenza, per scongiurare  il rischio che tali servizi poco visibili siano anche poco esigibili e, alla fine, inesistenti.

“La scelta di partire da Acqui – ha spiegato  Giorgio Pizzorni, coordinatore territoriale di Cittadinanzattiva – viene dal fatto che questo è un territorio particolarmente disagiato che non ha ancora visto compensazioni adeguate alla riduzione della attività ospedaliera”. L’iniziativa, quindi, è stata promossa insieme ad altre organizzazioni civiche (Gruppo associazioni di volontariato di Acqui Terme, Coordinamento delle associazioni delle persone con diabete, Associazione piemontese dei malati reumatici, Confederazione italiana agricoltori, PENSA e GVA), con il patrocinio dalla Regione Piemonte, di ANCI,  Federsanità e del Comune di Acqui Terme. L’avv. Alessandra Terzolo, assessore all’assistenza, nel proprio saluto ha precisato che il ricorso al TAR contro i provvedimenti sugli ospedali non sarà ritirato ma che ciò non deve impedire la collaborazione con la ASL sui servizi territoriali.

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Altre questioni restano aperte e in attesa di soluzione, come il funzionamento del CUP telefonico, i tempi di fornitura di alcuni presidi ai malati assistiti a domicilio, l’organizzazione della medicina di famiglia (in attesa del contratto nazionale, la carenza di pediatri, l’integrazione dei servizi di emergenza.

Nel dibattito sono intervenuti rappresentanti dell’Ordine dei medici, del collegio degli infermieri e del volontariato e sono emersi nuovi temi. Il presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale, Domenico Ravetti, ha sottolineato la necessità di liberare il dibattito locale dalle strumentalizzazioni che finora hanno compromesso una efficace programmazione.

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In territori come quelli di Acqui e Ovada, concentrare i professionisti in poche strutture (le cosiddette Unità complesse di cure primarie) per garantire la continuità delle prestazioni potrebbe avere l’effetto di lasciare sguarniti i centri minori. Sembrerebbe più opportuno pensare a integrazioni di natura organizzativa fra gruppi che condividono strumenti informatici valorizzando la figura degli infermieri di comunità e favorendo l’accesso dei medici di famiglia alle Case della salute e agli stessi ospedali. Sarebbe necessario a questo proposito aprire rapidamente un dibattito fra Asl, professionisti, enti locali e organizzazioni civiche.

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… l’incontro ha confermato che per prevenire il tracollo del servizio sanitario bisogna nuovamente investire per garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), costruire un sistema basato sulla effettiva centralità del malato garantendo una forte collaborazione fra tutti i soggetti. …

Alessio Terzi, Segretario Regionale di Cittadinanzattiva

Giorgio Pizzorni, Coordinatore Assemblea di Cittadinanzattiva Acqui Terme-Ovada

da L’Ancora num. 37 dell’8 ottobre 2017

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