Manifestazione Alpini Sempre, foto di gruppo

Ponzone, “Alpini Sempre” i vincitori della 15ª edizione

Ponzone. Un pubblico numeroso e attento ha affollato, nella mattinata di domenica 22 ottobre il salone del Centro culturale “La Società” per assistere alla consegna dei riconoscimenti ai vincitori del premio nazionale letterario di narrativa e ricerca scolastica sugli alpini, “Alpini Sempre”.

Numerose le autorità presenti, civili e militari, tra cui l’amico delle penne nere ponzonesi, il generale di corpo d’armata Giancarlo Anerdi, il sen. Adriano Icardi, il comandante della Compagnia Carabinieri di Acqui Terme capitano Ferdinando Angeletti, accompagnato dal comandante della Stazione Carabinieri di Ponzone, maresciallo Paolo Campanella e l’ex sindaco Gildo Giardini.  L’evento, giunto ormai alla 15ª edizione (un risultato di  non poco conto per una comunità periferica e per un piccolo Gruppo Alpini dell’ANA), ha ancora una volta dimostrato l’interesse della gente e il valore degli scrittori che hanno posto al centro dei loro lavori la montagna e il ruolo degli alpini sia in pace che in guerra.  Come sempre la cerimonia della premiazione condotta (da oltre 10 edizioni)  dal prof.  Andrea Mignone, già sindaco del paese per più legislature, è stata l’occasione per riunire gli alpini di parecchie Sezioni del basso Piemonte, oltre ad Acqui, presenti Alessandria e Casale Monferrato e Asti. Presenti una quindicina di gagliardetti con i rispettivi capigruppo.

La cerimonia si è aperta con il saluto alla bandiera da parte del capogruppo alpini di Ponzone Sergio Zendale, che ha portato i saluti delle penne nere ponzonesi e della madrina del gruppo Angela Maria Pettinati e ricordato come nacque 16 anni fa il premio in occasione dell’inaugurazione del monumento degli alpini avvenuta nel luglio del 2002. Artefice dell’ideazione del premio l’allora presidente della Comunità Montana “Alta Valle Orba Erro Bormida di Spigno” Giampiero Nani, subito accolta dall’allora sindaco prof. Andrea Mignone e dal capogruppo degli alpini Zendale.

La parola è passata al  sindaco Fabrizio Ivaldi che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, rimarcando come per lui sia «La 4ª edizione del premio letterario da Sindaco e con orgoglio intendo con la collaborazione dei miei Amministratori, della Sezione di Acqui Terme e del Gruppo Alpini di Ponzone proseguire I’iniziativa culturale iniziata dai miei predecessori (Mignone e Giardini), che in poco tempo ha raggiunto livelli di tutto rispetto e soprattutto permette ad una piccola realtà come la nostra di essere conosciuta a livello nazionale ed oltre. Ogni anno questo gruppo di lavoro promuovere e garantisce l’evento culturale “Alpini Sempre” utilizzando unicamente fondi Comunali, aiuti dalla Sezione e dal Gruppo alpini. Se siamo qui oggi è solo merito nostro e ne dobbiamo essere fieri. Più volte ho rimarcato la stretta collaborazione che esiste tra il gruppo alpini, i marinai e le altre associazioni con l’amministrazione comunale. Impegni talmente sentiti da chi dedica tempo e volontariato, da aver programmato un calendario di attività sul territo-rio, dove ormai si ci trova in piazza anche senza preavviso. Sicuramente il capogruppo Sergio Zendale coordina le attività, ma gli aiuti e la forza di braccia arriva in silenzia e quasi rimangono amareggiati per non aver potuto partecipa-re. Ciò gratifica ogni giorno, ammetto che amministrare non è facile, sopratutto non è facile al giorno d’oggi rimanere vicino ai bisogni e alle necessità dei miei cittadini, su un territorio molto vasto dove la maggior parte delle persone durante la stagione invernale è in prevalenza anziana, ritengo che avremo ancora tanto bisogno di voi Alpini, protezione civile a amici degli alpini. Come consigliere sezionale condivido I’ottima idea che nei prossimi mesi sarà attuata dal gruppo di protezione civile, quanto è stato approvato dal Consiglio sezionale per quanto riguarda i nuovi locali per ospitare gli automezzi della colonna mobile della protezione civile. Per tutti noi amministratori avere la sicurezza di un ottimo parco automezzi, cucine, generatori e uomini a nostra disposizione in caso di emergenze ci permette di garantire il pronto intervento in caso di necessità.

Penso che tra alcuni anni dovremo far fronte ai terreni incolti che stanno diventando pericolosi per i centri abitati, il dissesto idrogeologico e la scarsa regimazione delle acque, che era alla base degli insegnamenti dei nostri nonni, dovrà essere attuata dalle am-ministrazioni perché ormai più nessuno la fa. La scarsa caduta delle piogge, ci obbligherà a sorvegliare sullo spreco dell’acqua, i furti e su un territorio come il nostro il progetto già avviato della video sorveglianza aiuterà sicuramente ma avremo bisogno anche degli alpini e di chi si presta al volontariato.

Infine, prima della fine del mio mandato mi farebbe piacere, assistere alla premiazione anche fuori concorso di un racconto sugli alpini di oggi. Alpini che non sono in guerra ma in sole missioni di pace».

Dopo il sindaco i saluti del presidente della Sezione Ana di Acqui, Angelo Mario Torrielli e del consigliere nazionale ANA Giancarlo Bosetti.

La cerimonia dei premiati è stata aperta dal prof. Carlo Prosperi, presidente della Giuria del premio, che ha illustrato i criteri di scelta dei vincitori, sottolineando la qualità e la quantità delle opere presentate (provenienti da tutta Italia) e la varietà dei temi trattati. Il tema più trattato, da ben tre autori premiati, è stata la campagna di Russia, con particolare riferimento alla ritirata.

La Giuria presieduta dal prof. Carlo Prosperi (Marcello Venturi e Franco Piccinelli i suoi predecessori) è composta, da: Sergio Arditi, Bruno Chiodo, Giuseppe Corrado, Andrea Mignone, Roberto Vela, Arturo Vercellino, segretario Sergio Zendale (capogruppo alpini Ponzone).

L’alpino prof. Arturo Vercellino, ha letto, come consuetudine, le motivazioni per i premiati.

I premiati.

Per la Sezione il libro editoCategoria “storico saggistica” la scelta della giuria è caduta sull’opera: «“I naufraghi del Don” –  gli italiani sul fronte russo 1942-1943» di Giulio Milani di Massa Carrara, per Editori GLF Laterza, Bari 2017.

La voce vivida e intensa degli ultimi testimoni. Un potente affresco della più drammatica battaglia combattuta dall’esercito italiano nella seconda guerra mondiale: la ritirata di Russia, dal Don verso casa.

La Categoria “narrativa” ha visto premiati, ex equo, i volumi «“Anni perduti” – Memorie di un Alpino (Guglielmo Fabrocini)” a cura di Riccardo Lolli e Gilberto Marimpietri, per Textus Edizioni, L’Aquila 2015. Fabrocini scrive per lasciare una memoria di sé e dei fatti di cui è stato involontario protagonista (e testimone) quale militare internato negli Sfolag o negli Oflag hitleriani. La scrittura per lui ha un valore catartico, in quanto cerca di dare un senso, sia pure precario, a mesi e mesi di vita, ad anni appunto perduti nella lunga permanenza nei campi di prigionia.

E «“La bandiera per compagna” – memorie di Angelino Calligaro alpino nella campagna di Russia» a cura di Marisa Comoretto e Michela Pauluzzo friulane, per Guerra, Aviani & Aviani editori, Udine 2013. Quello che l’autore chiama “diario” è, in realtà, un memoriale, seguito da un successivo ampliamento. Ovvero “una memoria storica personale ed una testimonianza umana”, in cui la voce dell’io rammemorante – dall’interno degli eventi – assorbe e fonde voci di altri personaggi, secondo “alcune marche stilistiche dell’oralità”.

Riconoscimento speciale a 2 libri che, al di fuori dei volumi premiati, hanno comunque ottenuto il riconoscimento speciale della giuria:

«“Fronte del Don – Dicembre 1942” Arbusowka – Meskoff – Sulle tracce di Rubens» di Riccardo Bulgarelli di Torino (la cui mamma è di Montechiaro d’Acqui), Edizioni Artestampa, Modena 2017. Rubens, il disperso in Russia, è un familiare dell’autore (zio), che, nel tentativo di indagarne la sorte, fa uso di due registri narrativi: il 1º, sostanzialmente denotativo, è improntato all’oggettività propria della storia; il 2º  esprime invece il pathos che accompagna la ricerca angosciosa, la partecipazione emotiva del ricercatore sentimentalmente motivato e coinvolto.

E “Gli orsaresi nella grande guerra” della prof.ssa Luisa Rapetti di Acqui edito da Impressionigrafiche di Acqui. È un libro, che va  al di là di quanto il titolo promette, perché, oltre a ricostruire fedelmente, sulla base di documenti d’archivio, il contesto orsarese su cui la prima guerra mondiale si riversa in tutta la sua drammatica e sconvolgente portata, non manca di tenere presente il più ampio quadro del conflitto con le sue implicazioni di carattere economico – sociale, facendo riferimento alla specifica letteratura che ne trattà.

Prima della conclusione, la recita della Preghiera dell’Alpino da parte di Bruno Chiodo.

Le ultime e più colloquiali riflessioni durante il “rancio Alpino” nei locali della sede della Sezione Ana di Acqui Terme. L’appuntamento è per la 16ª edizione del premio, con l’uscita del bando prevista per l’anno nuovo. G.S.

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