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le Terme militari

Il Centro sinistra spiega la vicenda delle Terme militari

Acqui Terme. Ci scrivono Carlo De Lorenzi e Milietta Garbarino del Gruppo Consiliare Centro sinistra:

«Ci pare opportuno spiegare la posizione del nostro gruppo Consiliare relativamente alla acquisizione delle Terme Militari e di cui all’ultimo Consiglio Comunale del 31 ottobre.

I termini su cui ragionare sono questi. Nel marzo 2014 il Comune di Acqui Terme decide di richiedere al Demanio la acquisizione a titolo gratuito del bene.

Il Demanio accetta e si dichiara disponibile a fare subito gli atti di passaggio.

La Giunta Bertero però tergiversa (e sbaglia a nostro parere) perché, così la versione ufficiale, non certa dei costi di gestione e preoccupata della bonifica del sottosuolo che pare interessato da sversamenti di idrocarburi.

Dal 2014 al 2017 l’unica forza politica che pone all’attenzione della città le opportunità connesse alla acquisizione del bene è il centro sinistra, che presenta anche emendamenti al bilancio finalizzati a fare studi per l’utilizzo (e la eventuale bonifica).

Arrivano le elezioni e il ballottaggio del 25 giugno, anticipato di un giorno da una lettera del Demanio che sostanzialmente dice: son passati tre anni, adesso decidetevi.

La nuova Giunta solo venerdì 27 ottobre rende noto alla minoranza e alla città che intende addivenirne alla acquisizione nel Consiglio del 31 ottobre e giustifica tale affrettata decisione anche e soprattutto in base a questa lettera, della cui esistenza e contenuto la minoranza (e per essa i cittadini) vengono a conoscenza il 31 ottobre circa 4 ore prima del Consiglio Comunale, non essendo stata allegata agli atti in visione e neanche citata in delibera.

Attività svolta dalla Giunta in questo mesi per fugare i dubbi di Bertero: nulla che possa esser provato e verificato da scritti, solo informazioni orali presso geologi e avvocati (non risultano incarichi formali però e anche qui sulla trasparenza insomma…).

Arrivati in Consiglio ci siamo limitati a sottolineare come certamente in questi mesi non fosse possibile individuare una funzione ed utilizzo di questo bene (che se non sbagliamo diviene il più grande immobile di proprietà Comunale, sito in zona strategica e assolutamente necessario per il rilancio della città) ma che perlomeno una perizia geologica sulla bonifica, un minimo di accantonamento di budget per la manutenzione ordinaria era necessario farlo, invece di prevedere il restyling di Piazza Italia: e siamo stati trattati da infedeli che non capiscono nulla; dobbiamo fidarci delle informazioni orali assunte dalla Giunta.

Ci pare invece di fare solo in nostro lavoro di consiglieri comunali chiedendo quali somme siano state stanziate per mantenere il bene (e ogni cittadino sa che mantenere un immobile anche vuoto costa tantissimo, figuriamoci così grande con grondaie da sostituire, perdite di umidità etc.). Non abbiamo avuto risposte dalla Giunta, se non che è giusto investire in Piazza Italia perché è lì il centro della città (cosa che noi acquesi non abbiamo mai capito, ci volevano i tecnici 5 stelle per spiegarcelo).

Un ultimo appunto: dopo quasi due ore di discussione, il Consigliere Galeazzo dei 5 Stelle, vice presidente della Commissione Bilancio (mica l’ultimo), ha affermato che la famosa lettera contente il presunto aut aut del Demanio è stata dimenticata da un dipendente in un cassetto per tutti questi mesi: ed è per questo che vi è stata una accelerazione nelle decisioni della Giunta.

L’affermazione, stupefacente, è stata una vera sorpresa e giustifica una certa irruenza dei toni negli interventi delle opposizioni.

Galeazzo è persona onesta, non direbbe falsità, e quindi i casi sono tre: o ha ragione lui e quindi un dipendente ha sbagliato (ma perché non è stato detto prima dal Sindaco e dagli assessori?), o ha capito male, oppure qualcuno della Giunta era a conoscenza della lettera e non ne ha comunicato il contenuto neanche ai consiglieri 5 Stelle.

Se fosse così forse la capogruppo 5 stelle, encomiabile quando difende il suo Consigliere dalle reazioni della minoranza, potrebbe anche intervenire a tutela del diritto di tutti i consiglieri, compresi i suoi, ad avere corrette e complete informazioni in tempi utili prima del Consiglio.

In conclusione. Va bene la acquisizione delle Terme militari. Ottimo se come da noi suggerito in campagna elettorale si aprisse un dibattitto sul loro utilizzo, meglio ancora se entrassero in un accordo generale sul futuro della città da stipulare con gli altri enti pubblici e i privati che vogliano aderire.

Permetteteci di dire però che in questa fase la trasparenza e la buona amministrazione sono state messe da parte.

Ed è questo il significato del nostro voto di astensione».

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