Diocesi

L’Azione Cattolica sostiene la 50ª Marcia Nazionale per la Pace

Sarà Sotto il Monte in provincia di Bergamo ad ospitare il prossimo 31 dicembre la 50ª Marcia della pace promossa da Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, Pax Christi Italia, Caritas Italiana e Azione Cattolica Italiana. Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi «Ritorniamo dove 50 anni fa si tenne la prima marcia, nella città natale di Papa Giovanni XXIII, il Papa del Concilio e della Pacem in Terris».

Dalla Diocesi di Acqui ci si sta muovendo con la spontaneità tipica di queste situazioni, con la voglia di dare un contributo e vivere un’esperienza intensa proprio a cavallo del nuovo anno, regalandoci la speranza di vederlo crescere in armonia e virtù. L’idea è di partire in treno da Acqui alle 9,42 (o da Alessandria alle 11,40) ed arrivare a Calusco (località dove, alle 17 inizia la Marcia di 4,5 Km) e ritorno previsto con partenza da Calusco ore 6,11 del 1/1/2018 e arrivo ad Alessandria alle 9,15 (o ad Acqui alle 10,16). Per coordinarsi si può chiamare il 333.747.44.59 oppure scrivere a acquiac@gmail.com oppure d.borgatta@alice.it

La Pace è sì un dono ma anche un impegno, si riceve e si costruisce, è il segno più tangibile del Regno di Dio tra di noi, è sperimentare la Sua presenza viva. Con la Pace del Signore nel cuore si possono affrontare le prove più dure e inimmaginabili, senza la Pace si può avere tutto l’oro del mondo, tutto il potere ma si sarà sempre insoddisfatti. Se lasciamo gli affanni e pensiamo a un momento di Pace (un tramonto, un sorriso, la quiete di un’attesa serena, la pace di una sosta in montagna senza l’ansia del tempo che passa…) il cuore si gonfia, si allarga fino a contenerci, come un grembo gravido. E la Pace è un miracolo, è più grande di noi, un dono per tutti, senza limiti di culture, colori, fedi, confini… è universale e proprio per questo non è di nessuno, nessuno ne è padrone.

Non è un caso che Papa Francesco richiami proprio i valori universali nel suo messaggio di Pace 2018, quando dice che la sapienza della fede nutre lo sguardo che si accorge come tutti facciamo «parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale» e prosegue “… osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo saprà scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono. Saprà scorgere anche la creatività, la tenacia e lo spirito di sacrificio di innumerevoli persone, famiglie e comunità che in tutte le parti del mondo aprono la porta e il cuore a migranti e rifugiati, anche dove le risorse non sono abbondanti.”

La Pace si fa in due o più, noi e loro, io e te! E’ una delle facce che l’Amore offre, senza Amore non c’è Pace, non c’è rispetto, non c’è sapienza politica. L’egoismo fine a se stesso ci tenta tutti i giorni ed è il modo migliore per distruggere la Pace. Le guerre che vediamo all’orizzonte sono innanzitutto figlie del desiderio di possedere di più, avere quel pezzo in più che crediamo possa regalarci benessere, quei soldi in più per avere la vita piena. Invece la Pace vera si gode solo condividendo, solo spezzando il pane (che è il modo di averne per tutti, nessuno escluso).

Quindi appuntamento al 31 dicembre (fisicamente o con una preghiera, un pensiero da fare ad alta voce prima del brindisi di capodanno) e ai prossimi incontri ad essa dedicati in Diocesi: domenica 4 febbraio festa Pace ACR a Nizza (con anche la formazione per gli adulti) e domenica 4 Marzo convegno Pace Giovani (luogo in fase di definizione).

Flavio Gotta, presidente diocesano AC

Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close