Acquese

Edoardo Chiesa live sabato 3 febbraio a Cassinasco

Edoardo Chiesa arriva sabato 3 febbraio a Il Maltese di Cassinasco (AT) per un concerto del tour di presentazione del nuovo lavoro “Le nuvole si spostano comunque”. Con lui Damiano Ferrando al basso e Andrea Carattino alla batteria (ore 22, ingresso libero).

Anticipato dai videoclip di “Dietro al tempo” e “Il Filo” – quest’ultimo realizzato la scorsa estate a New York – “Le nuvole si spostano comunque” è un disco di canzoni pop disponibile dal 19 gennaio per Dreamingorilla Rec / L’Alienogatto. Dieci tracce di seta, nuvole, mare efficacemente rappresentate da una copertina dove compaiono la metà di un frutto essiccato, l’Araujia, i cui fiori sono al tatto delicati come la seta, sullo sfondo di un panorama di nuvole calde e sinuose e un mare profondo.

Quando ho deciso di dedicarmi ad un nuovo disco – racconta Edoardo Chiesa – avevo ben chiaro in mente che cosa volevo. Si trattava di fare un disco che, rispetto al primo, si muovesse di più sulla sfera emotiva e lo facesse con pochi ma efficaci elementi. Volevo che i suoni al suo interno fossero reali e caldi e che il cantato non urlasse, ma raccontasse. Volevo qualcosa di semplice ma allo stesso tempo potente e vero“.

Questo “qualcosa di vero” costituisce una tracklist in forma di canzone d’autore interamente acustica, suonata solo con chitarra (il titolare), basso e batteria (i già citati Ferrando e Carattino). Scommettendo tutto sulla forza espressiva dei brani, sull’attenzione al dettaglio determinante e al calore della performance, in studio (il disco è stato registrato live su nastro) come dal vivo.

“Le nuvole si spostano comunque” si allontana dai suoni roots del fortunato esordio (accompagnato da un tour di oltre cento date) e va verso una scrittura pop da manuale, la tradizione della canzone d’autore nostrana ben presente, il basso a spargere buone vibrazioni marine, un songwriting delicato ma intenso quando serve, la chitarra setosa. Verso dopo verso quelle cinque-sei parole messe in fila come si deve, solo leggermente poetiche, spesso quotidiane, immediate. E un’inquietudine di fondo che sfocia in una serenità conquistata: “don’t worry, be happy” che tanto, appunto, le nuvole si spostano comunque, no?

La tracklist apre con l’uno-due fascinoso di “Occhi” (una canzone d’amore, anzi una canzone sulla necessità dell’Altro) e “Dietro al tempo” (un vagheggiare filosofico da commozione) che mettono subito in chiaro, a suon di curvature melodiche mai troppo pronunciate, cosa significa fare un disco semplicemente con tre strumenti e sfruttarne tutte le possibilità espressive.
Da lì in poi è un passaggio di scoperta in scoperta: magia, rabbia, stupore, domande. “Il Filo”, “Un’altra vita” in chiusura, canzone che chiunque vorrebbe sentirsi cantare, con quel tanto di lieve semplicità che si porta dietro. Un qualcosa che è apparentato con la verità di stare al mondo. La guardi, ed è una morbida nuvola infuocata. La tocchi, ed è seta.

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