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Medici di famiglia e pediatri: la Regione Piemonte garantirà la copertura nelle zone montane

«La Regione Piemonte sta lavorando per garantire e migliorare la copertura delle zone montane da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri». Lo ha annunciato nella mattinata di martedì 20 febbraio l’assessore regionale alla Sanità nel corso dell’incontro avuto in assessorato con i rappresentanti dell’Uncem Piemonte proprio sul tema della presenza dei medici di famiglia nei comuni e nelle vallate montane.

«In occasione della prossima discussione del nuovo accordo regionale, – ha sottolineato l’assessore alla Sanità – sarà introdotta una forma di premialità per i medici di medicina generale che opereranno nelle zone montane».

Allo stesso tempo la Giunta regionale e le Asl si occuperanno di potenziare il servizio di infermiere di comunità, estendendo le positive sperimentazioni compiute fino ad ora sul territorio. Inoltre verrà valutata la possibilità di rivedere gli ambiti territoriali di scelta all’interno dei distretti, proprio per superare le carenze di medici nelle aree montane e periferiche.

L’intera organizzazione dell’assistenza territoriale sarà poi rivista con il nuovo Piano della cronicità che la Giunta regionale presenterà lunedì 12 marzo. Con l’applicazione del piano è prevista la messa a sistema della rete delle Case della Salute, al cui interno, oltre ad ambulatori specialistici e servizi assistenziali, saranno presenti per alcune ore settimanali proprio i medici di famiglia.

“Siamo soddisfatti per l’impegno preso da Saitta e dal suo staff – spiega Riba dell’Uncem – per rivedere il sistema di incentivazione e scelta dei medici, lavorando in particolare sul nuovo Accordo nazionale e su quello regionale, di prossima uscita. Dobbiamo fare dei passi avanti, per evitare che intere zone montane siano scoperte, come già avviene per la Val Maira e per l’Alta Val Tanaro, sia per i medici di base, sia per i pediatri”.

Le “Case della salute” recentemente istituite sui territori possono dare alcune risposte organizzative al problema, ma permettono comunque di verificare l’organizzazione della presenza dei medici sui Comuni montani, unendo questo tema ad esempio a quello della riorganizzazione dei trasporti e più in generale dei servizi nelle aree interne. Anche gli “infermieri di comunità” – figura nata in Val Maira grazie al progetto europeo Consenso e sperimentati in altre aree d’Italia grazie alla Strategia nazionale Aree interne – sono novità importanti che possono seguire i pazienti cronici, unendo la sfera sanitaria a quella socio-assistenziale.

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