Acquese

Cortemilia: nella chiesa della Santissima Trinità inaugurati i restaurati “I Giudei”

(Gallery)

Cortemilia. Sabato 18 agosto, alla Confraternita della Santissima Trinità di Cortemilia (davanti alla chiesa di San Michele), gremita per l’occasione, sede del locale museo diocesano, sono stati inaugurati e presentati al pubblico, introdotti dal direttore del museo prof. Giovanni Destefanis, i restauri effettuati sulle Casse della Passione, popolarmente chiamate “I Gidé” (Giudei), due preziosi gruppi statuari processionali. Un Ecce Homo della seconda metà del XVIII secolo, che raffigura Cristo imprigionato e coronato di spine mentre Ponzio Pilato, in uno sfarzoso abito multicolore, lo presenta alla folla, e al lato sinistro uno sgherro dall’espressione feroce sembra spingerlo innanzi. Tre personaggi, il Cristo alla Colonna con due flagellatori anche nell’altro gruppo statuario, lavoro raffinato ed espressivo di Antonio Brilla, scultore savonese, che lo realizzò come “opera prima” nel 1837. Si tratta di statue in legno, stucchi e vernici policrome, che venivano portate in processione nel borgo di san Michele la sera del Venerdì Santo, con fiaccole e ceri, canti e preghiere e un grande concorso di folla. Per ogni “Cassa” occorrevano almeno otto uomini robusti, che si davano il cambio durante il percorso. Perdutasi la tradizione della processione i due gruppi hanno avuto alterne vicende, subendo i danni del tempo, di spostamenti a volte frettolosi e persino di atti di vandalismo. Con il contributo determinate della Compagnia di San Paolo di Torino, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, del Lions Club e il supporto logistico e operativo del Comune di Cortemilia, i “Gidé” sono stati trasportati ad un laboratorio  torinese gestito dall’ equipe Barrera Moselli Galliano Zaffiri che ha provveduto ai lavori di recupero su indicazione e sotto controlla della Sovrintendenza ai Beni Culturali. Sono ospitati definitivamente nella Confraternita come i pezzi più significativi del Museo Diocesano di Cortemilia. Si tratta di un episodio molto importante nella valorizzazione del nostro patrimonio culturale locale, che si auspica possa essere sempre meglio seguito dall’interesse del pubblico e dall’attenzione delle autorità: un percorso di qualità ed anche redditizio per l’economia turistica dell’Alta Langa. Su L’Ancora in edicola giovedì 30 agosto ulteriori dettagli.

G.S.

 

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