Cairo M.tte

A Millesimo, presentazione del libro fotografico su Vittorio Centurione Scotto

Millesimo, locandina libro centurioneMillesimo. Domenica 23 settembre al parco del Monastero Santo Stefano (ex Castello Centurione) il posto d’onore sarà riservato ad un eroe, non solo caro alla Val Bormida e a Genova, ma anche al mondo intero, il capitano della Regia Aeronautica marchese Vittorio Centurione Scotto, narrato oniricamente e consacrato nei romanzi rosa di Liala.

Il suo ricordo, a cura di Simona Bellone, verrà suggellato in un libro intitolato: “Un grande amore con le ali, capitano della regia aeronautica, Vittorio Centurione Scotto l’eroe dimenticato”; ricco di fotografie autentiche della sua nobile famiglia Centurione Scotto, nonché giornali e documenti d’epoca reperiti e catalogati dopo un’accurata ricerca, presso enti pubblici e privati e collezionisti, per un totale che supera i 500 fotogrammi in un emozionante bianco e nero, per un rigoroso e dovuto ritratto storico.

Viene così approfondito il suo percorso professionale in equitazione, marina ed aviazione e la sua intimità personale, di figlio adorato e ragazzo amato nel vigore della sua bellezza e virtù sportiva stimata, in qualità di eroe da record, che ha lasciato la vita terrena prematuramente, e della vita della sua famiglia nobiliare che nell’omonimo castello di Millesimo ha lasciato tracce memorabili per circa 40 anni.

Erano tempi in cui si inneggiava in corteo alla vittoria per l’elezione alla Camera dei Deputati del marchese Carlo Centurione Scotto suo padre, anche ottimo artista e pluripremiato cavallerizzo, così: “Con un piede sul binario ed uno sul vagone Viva Viva Centurione” inneggiando per la partenza del treno che lo avrebbe condotto a Roma per rappresentare il collegio di Cairo Montenotte.

Millesimo soprattutto durante le domeniche estive poteva ammirare la carrozza dei Centurione Scotto trainata da 4 cavalli, per condurre tutta la famiglia dal loro Castello alla Parrocchia della Visitazione di Maria per assistere alle funzioni religiose, nonché essere partecipe delle sedute spiritiche dal 1927 al 1929 che il padre diresse per avere un contatto con il compianto figlio.

Una epopea fantastica impreziosita di vestiti e cappelli rinomati con carrozze lussuose, in cui faceva da padrona svettante al cielo e sgargiante di colori la torre Coppedè che il marchese aveva commissionato al famoso architetto fiorentino, per trasformare l’antico monastero di Santo Stefano in un vero e fastoso castello a tutti gli effetti, con tanto di blasoni affreschi interni ed esterni, ed arredi d’eccezionale valore e bellezza.

Il libro “a tutto tondo”, quindi, in memoria di Vittorio, è in fase di ultimazione in questa primavera, ricordando anche la sua generosa madre marchesa Maria Luisa Cattaneo Di Belforte, delegata delle “piccole italiane”, che non si riprese mai emotivamente, disperata dal dolore per la prematura dipartita del suo amato primogenito, in allenamento coppa Schneider con l’idrovolante Macchi 39, precipitato nel lago di Varese il 21 settembre 1926.

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