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“Trascurato vincolo ambientale”. Acqui e Sezzadio chiedono di fermare la discarica

Una istanza di revoca dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) della discarica di Sezzadio è stata inoltrata congiuntamente dai Comuni di Sezzadio e Acqui Terme al termine di uno studio al quale ha contribuito in modo fattivo l’architetto Paolo Mighetti.

Alla base dell’istanza, accompagnata da una richiesta tesa ad ottenere anche un parere del Ministero dell’Ambiente, ci sarebbe un “vizio sostanziale alla base dello studio di impatto ambientale predisposto dalla ditta Riccoboni che dichiara inesistenti i vincoli idrogeologico e paesaggistico dell’area interessata dalla discarica”, che secondo i proponenti “rende nullo tutto il procedimento”.

In concreto, l’istanza si basa sulla presenza, nell’area dove ora è posto l’ingresso al sito della discarica, di una macchia boschiva di dimensioni tali da costituire un vincolo ambientale.

Del vincolo, si sarebbe dovuto parlare nella prima Conferenza dei Servizi convocata per la realizzazione dell’opera, ma il Comune di Sezzadio non ne aveva fatto menzione (forse per un errore tecnico). Questo però non toglie che, essendo il bosco ben visibile, a fare presente avrebbe dovuto essere l’azienda stessa, prima di iniziare i lavori.

Per questi motivi, i due Comuni chiedono alla Provincia di dare avvio “al procedimento amministrativo volto alla revoca del decreto” con cui è stata data autorizzazione alla realizzazione della discarica, e domandano che, nel frattempo venga sospesa “La prosecuzione dei lavori in corso fino alla definitiva conclusione del procedimento da avviarsi a seguito della proposizione di questa istanza”.

Tutti i particolari su L’Ancora n.28/2019

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