Acqui Terme

Lotta alla cimice asiatica, arriva la vespa samurai a salvare le colture

Cimice asiatica

 Acqui Terme.  “Accogliamo con soddisfazione la notizia della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica che non ha risparmiato la provincia di Alessandria dove, a macchia di leopardo, ha colpito meli, peri, kiwi, noccioleti, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni che arrivano fino al 70% delle produzioni. – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – Si tratta di un provvedimento che abbiamo fortemente sollecitato per contrastare la diffusione dei gravi attacchi che insetti alieni come la cimice stanno provocando alle produzioni”.

La “cimice marmorata asiatica” arriva dal Sud Est Asiatico ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica deponendo uova almeno due volte all’anno, complessivamente con 300-400 esemplari per ogni generazione, rovinando con le punture i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro paese è favorita dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. La lotta in campagna per ora può avvenire attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture.

“Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale”.

“La cimice asiatica, purtroppo non sarà certamente né la prima né l’ultima delle sorprese che ci attendono. Questo insetto, che in Italia, a differenza di quanto avviene in altre zone, compie due generazioni all’anno, se non adeguatamente controllato, è in grado di arrecare alle colture gravissimi danni, come già avvenuto nelle ultime due campagne. – ha concluso Alberto Pansecchi, agronomo, responsabile corilicolo Coldiretti Alessandria – Attualmente, la strada intrapresa è certamente la più corretta e lungimirante, ponendosi il nobile obiettivo di raggiungere un equilibrio tra le popolazioni dell’insetto dannoso e del suo limitatore e che la natura possa così difendersi da sola”.

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