Ovada

Dall’impianto “Refuel” alla Caraffa una trentina di posti di lavoro

Ovada. Il nuovo impianto per la trasformazione del  rifiuto in combustibile per cementifici e centrali elettriche si chiama “Refuel”.

Sorgerà nella piana della Caraffa, nei locali dismessi dalla Sapsa Bedding dove c’era lo stoccaggio dei materassi di lattice per l’Ikea.

“Refuel” fa parte della holding “Relife” con i gruppi Benfante srl, Cartiera Bosco Marengo srl ed altri sottogruppi. I fratelli Paolo e Marco Benfante i titolari del nuovo impianto, Giorgio Cartosio di Cassinelle il responsabile, Enzo Scalia di Genova il direttore generale.

Il nuovo impianto, di cui si prevede l’operatività dal giugno/luglio 2020, trasforma il rifiuto speciale non pericoloso (come le plastiche non riciclabili) in “combustibile  solido secondario” (css), ad uso di cementifici e centrali termo-elettriche.

La produzione del css sarà a freddo, senza lavaggi; si stima un trasporto di 10 bilici a giorno in entrata ed altrettanti in uscita.

Per la produzione del css si usano materiali come le plastiche non riciclabili, scarti di cartiere, derivazioni da trattamento di rifiuti urbani. Questo materiale prima si tritura, poi si seleziona per togliere i ferrosi ed il cloro e quindi si pressa sino a compattarlo e ad ottenere una materia asciutta quasi simile al pellet. Materiale già testato presso l’Università di Genova.

Per l’impianto di Silvano sono stati stanziati 10 milioni di euro; saranno assunti una trentina di dipendenti (ma diventano il doppio con l’indotto), a cominciare dagli ex Sapsa Bedding e da chi abita nella zona.

Tra gli interventi, quello del sindaco di Silvano Pino Coco: “Nessun problema nell’accettazione dell’impianto. Semmai preoccupano la logistica e la viabilità in zona. Anche l’azienda dovrebbe appoggiare il progetto di un secondo  casello autostradale, per il futuro della viabilità e dell’intera zona, che deve rinascere. Occorre quindi studiare una strategia vincente per la logistica”.

Scalia: “Il tema del casello autostradale è fondamentale, concentriamoci su quello di Predosa visto che c’è un progetto da venti anni”.

Ma se il casello sorgesse presso Silvano l’azienda ne sarebbe felicissima…

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