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Pallapugno serie A, Massimo Vacchetto vince anche la seconda finale contro Bruno Camapagno 11 a 7


Alba. Massimo Vacchetto vince anche la seconda finale  nel mitico sferisterio “Mermet” di Alba, sabato pomeriggio 19 ottobre (inizio ore 14.30) del campionato nazionale di serie A di Pallapugno tra l’Araldica Castagnole e la Torfit Canalese di Bruno Campagno, di fronte ad un pubblico di oltre 500 persone, per 11 a 7.

Il Mermet è il Maracana del pallone elastico, qui  è stata scritta la storia di questa disciplina sportiva.

Ad arbitrare l’incontro Mauro Unnia, coadiuvato da Bruno Grasso di Santo Stefano Belbo e Giulia Viada di Peveragno. Prima dell’inizio gara, quadrette a centrocampo e pubblico in piedi per l’inno nazionale.

La Torfit Langhe e Roero Canalese è scesa in campo con il capitano battitore Bruno Campagno, la spalla Davide Amoretti,  i terzini Stefano Boffa e Yehia El Kara, 5º giocatore Alberto Gili e Andrea Corino, d.t. Gianpiero Porro e Roberto Corino.

L’Araldica Castagnole con il capitano battitore Massimo Vacchetto, la spalla Emmanuele Giordano, i terzini  Enrico Rinaldi e Emanuele Prandi, 5º giocatore Enrico Musto, d.t. Gianni Rigo.

Vacchetto con questa vittoria per 11 a 7 contro Campagno è ad un passo da cucirsi sul petto il 5º scudetto, e ciò potrebbe accadere nella (gara 3 in programma sabato 26 ottobre nello sferisterio “Capello” di Cuneo (ore 14.30). Gara che ha ricalcato la precedente del 12 ottobre a Castagnole delle Lanze dove Vacchetto si era imposto per 11 a 6 ma a differenza di quella, Massimo è partito più tonico e così la squadra. Campagno come al “Remo Gianuzzi”, ha battuto “della mano” per la maggior parte dell’incontro ed è calato dopo il riposo.

I due capitani Bruno e Massimo, con un clima umido e a tratti qualche goccia (che ha fatto aprire e chiudere gli ombrelli più volte ai presenti) che ha reso il pallone più pesante, hanno battuto mediamente Massimo 72-75 metri, Bruno 68-70 metri. Spettacolari alcuni scambi (anche 4 o 5 palleggi) che hanno divertito il pubblico che salutava con scroscianti applausi e ripagato il costo del biglietto (20 euro). La quadretta della Canalese ha supportato meno il suo capitano, mentre l’Araldica Castagnole è stata più incisiva e con un grintosissimo Enrico Rinaldi. Un Campagno potente non è riuscito, quasi mai nel corso della partita, a dare la sensazione di potersi imporre, di contro Vacchetto dimostrava di poter far suo l’incontro.  Campagno in questi ultimi due anni è calato in battuta, ma è ancora potente, soprattutto al ricaccio al volo e per fronteggiare il suo rivale deve battere “della mano”, ma così per l’intera gara non si riesce. Mentre Vacchetto  fa valere la sua  tecnica cristallina.  I due capitani sono stati meno fallosi che all’andata, ma anche in questo secondo incontro, Bruno ha superato Massimo. Bruno e Massimo hanno volato numerosi palloni, ma del castagnolese quelli più spettacolari.

Sempre avanti Vacchetto nei giochi.  Primo gioco per Vacchetto e poi Campagno pareggia e così sino al 3 pari. Al riposo si va sul 6 a 4 per Vacchetto  alle ore 16.

Dopo il riposo Campagno, parte bene e raggiunge il  suo grande rivale sul 6 pari. Cala Campagno, e Vacchetto più giocatore, impone la sua classe e alle 17.15, chiude la gara sull’11 a 7. Alle 16.20, sono state accese le luci dello sferisterio.

I giochi sono stati tirati, al di là dei 15: solo 2, 40 pari; 4 a 40 a 30; 2 a 40 a 15; solo 3 giochi 40 a 0 (di Vacchetto: il 1º, il 15º e il 17º).

 A Cuneo sabato 26, alle ore 14.30, la gara 3 di  finale.  Sara un’altra partita intensa, di potenza e tecnica, tra i due maggiori interpreti di questo sport in questi anni, che potrebbe aprire le porte dell’olimpo per Vacchetto che con il 5º scudetto tricolore (a 26 anni) entrerà tra i campionissimi dietro solo a (Bertola (12), Manzo (8) e Balestra e Berruti (entrambi a 6). Per Campagno l’ultima speranza di riaprire la corsa al titolo e sarebbe il 4º. 

Ulteriori dettagli su L’Ancora nº 38, in edicola giovedì 24 ottobre.

G.S.

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