Acqui Terme

La FISC ed i ritardi di consegna postali dei giornali

Acqui Terme. Martedì 5 novembre la Fisc è stata ricevuta in audizione informale dalla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni), insieme alla Fieg.

Il tema posto all’ordine del giorno è stato l’esame dell’atto del Governo n. 128 “Schema di contratto di programma 2020-2024 tra il Ministero dello sviluppo economico e la società Poste Italiane SpA”.

A rappresentare la nostra Federazione sono intervenuti la vicepresidente Chiara Genisio, il vicepresidente don Enzo Gabrieli e il componente del Comitato Tecnico Consultivo Walter Matten.

Di seguito il testo consegnato alla commissione:

«Onorevoli componenti della commissione, grazie per questa opportunità di ascolto e di confronto.

Come Federazione dei settimanali cattolici italiani rappresentiamo 183 Testate capillarmente diffuse da Nord a Sud, sono in maggioranza settimanali, alcuni bisettimanali e un quotidiano. Oltre alcune con periodicità quindicinale o mensile. Per tutti si tratta di giornali di informazione locale, paragonati al quotidiano ma che escono una volta alla settimana. Tutte insieme le testate raggiungono settimanalmente una diffusione di circa 800mila copie, di cui circa la metà sono postalizzate. Sono giornali letti da oltre tre milioni di lettori. Imprese editoriali che garantiscono posti di lavoro, (600 occupati) oltre ad un coinvolgimento di numerosi collaboratori tra cui diversi volontari.

Garantiamo un servizio informativo capillare su tutto il territorio nazionale, spesso sono l’unica voce giornalistica in zone periferiche. Senza questi giornali milioni di notizie del territorio non verrebbero alla luce.

I giornali sono riconosciuti come “Giornali Locali Roc”, in quanto inseriti nel Registro degli operatori della comunicazione, parificati a norma di legge ai quotidiani, come previsto art. 4 del Decreto Interministeriale del 21/10/10 (allegato 1).

Un terzo dei nostri soci riceve il contributo editoria per il pluralismo informativo, almeno un altro 20% ha investito per raggiungere i parametri di professionalità e innovazione tecnologica richiesti dall’attuale normativa nazionale.

LA DENUNCIA.

In base al contratto con Poste Italiane e alla normativa vigente i nostri giornali hanno diritto (come i quotidiani) al trattamento di spedizione postale J+0 (cioè al recapito nella stessa giornata di spedizione) o al J+1 (entro la giornata successiva a quella di spedizione), vedi pagina 3 Scheda Tecnica prodotto Quotidiani e Giornale Locale Roc del marzo 2012 (allegato 2).

Riscontriamo settimanalmente da Nord a Sud continui disservizi. Mentre il contratto prevede che la consegna, secondo i termini prima indicati, avvenga per il 90% dei giornali, di fatto solo il 60-massimo 65% viene consegnato in regola. Il rimanente raggiunge l’abbonato con notevole ritardo, a volte anche di parecchi giorni. Denunciamo che non di rado alcune copie non vengono mai consegnate.

Questo grave disservizio danneggia i nostri abbonati, che sempre più numerosi scelgono di non rinnovare l’abbonamento, avendo pagato in anticipo il giornale per poi non poterlo leggere nel giorno di uscita. Un gravo danno anche per le imprese editoriali che, non solo vengono sovente ritenute dal proprio lettore responsabili di questo disguido, e quindi con un calo di abbonati in un contesto già fortemente segnato dalla crisi del settore, ma che pagano in anticipo per un servizio che non viene svolto. Altro aggravio economico riguarda l’ambito pubblicitario, sempre più inserzionisti lamentano che per questo ritardo la loro pubblicità è meno efficace se non nulla. Non di rado ciò comporta una diminuzione degli introiti.  In sostanza da Poste non viene rispettato il contratto sottoscritto con ciascuna azienda editoriale.

Il danno che le nostre testate continuano a subire a causa di questo intollerabile disservizio, emerso e accentuatosi negli ultimi tre-quattro anni, è quindi enorme.

 Nel tempo Poste ha chiesto di attuare una serie di interventi preparatori per facilitare la distribuzione. I giornali si sono sempre adeguati anche con una aggiunta di lavoro, ma questo non ha avuto un riscontro positivo nella consegna puntuale.

In misura e in forme diverse, sia a livello locale, che regionale e nazionale da anni si segnalano a Poste questi disservizi. Dobbiamo ammettere che c’è sempre stata una buona disponibilità all’ascolto, ma che non ha prodotto alcun miglioramento sostanziale.  

Inoltre la carenza di edicole e di punti vendita in tutta Italia rende complicata la distribuzione delle copie inducendoci quindi a continuare ad appoggiarci alle Poste, che operano in regime di quasi monopolio.

Il pluralismo informativo che le testate come le nostre garantiscono, contribuendo alla democrazia partecipata nel nostro Paese, viene così messa in serio pericolo, tale situazione non permette a tutti i cittadini di godere delle stesse opportunità.   

Auspichiamo che nel documento in discussione possono essere indicate delle condizioni trasparenti ed efficaci affinché la distribuzione postale sia garantita universalmente ai cittadini».

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