Ovada

Bagarre in Consiglio comunale per il Lercaro e la Saamo

Ovada. Bagarre in Consiglio Comunale, incentrato sulla doppia richiesta delle opposizioni per le situazioni finanziarie del Lercaro e della Saamo.

Invitati a riferire rispettivamente il commissario straordinario Gianluigi Sfondrini e l’amministratore unico Gianpiero Sciutto.

Lercaro, il capogruppo della minoranza di “Ovada Viva”  Cassulo: “A quanto ammonta il disavanzo? Quanti ratei sono  da restituire e in quanti anni? Quale la situazione contributiva dei dipendenti? Quali decisioni da assumere per il deficit dell’Ipab?”

Sfondrini ha risposto in un’ora buona. Quando entrò in carica, i conti erano pignorati dai creditori ed il debito pregresso nel 2017 era di un milione e mezzo. Gli ospiti allora erano i due terzi della capacità ricettiva, con rette quindi non adeguate al riequilibrio. Poi le presenze salirono a 95, quasi il massimo della capacità operativa.

“Il Lercaro è un servizio imprescindibile, non se ne può fare a meno.”

Ma è difficile che l’Ipab con la sua attività possa sopperire al debito pregresso anche perché è costretto a non investire in ammodernamenti, tecnologie e strutture.

“Dunque c’è bisogno di coprire il debito e di fare gli iinvestimenti necessari e per questo si pensa alla concessione del servizio come ipotesi valutativa, a chi e come dovrà gestire il percorso, anche nell’ottica della trasformazione giuridica dell’Ente in Fondazione o altro soggetto. Entro l’anno sarà emanato il bando per la concessione dell’Ipab.”

Cassulo vorrebbe replicare, il sindaco Lantero glielo impedisce riferendosi al regolamento interno, sospensione del Consiglio, si riprende e Lantero è irremovibile, suscitando le proteste di Cassulo.

Saamo, le domande di Cassulo: “Sono stati consegnati tutti i documenti alla ditta gestore del piano di ristrutturazione? Il  piano di rientro è stato rispettato da tutti i 16 Comuni soci dell’azienda?”

L’ing. Sciutto: “La Saamo è un servizio sociale e la crisi è locale e provinciale.  Il piano di  rientro è stato approvato dai sindaci della zona di Ovada, anche se sei Comuni non hanno ancora ottemperato alla prassi concordata.

Tutta la documentazione è stata fornita  alla ditta genovese Malerba, gestore del piano di ristrutturazione.”

Il debito Saamo ammontava a circa 244mila euro nel 2018, poco meno nel 2016.

Il taglio delle linee:  “So bene che talvolta vi sono pochi passeggeri sui bus ma la Saamo svolge un servizio sociale.”

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