Ovada

Le richieste del Comitato pendolari della linea ferroviaria Ovada-Genova

Ovada. Il Comitato difesa trasporti Valli Stura ed Orba, che rappresenta i pendolari della linea ferroviaria Acqui-Ovada-Genova.

“Preso atto che in questo periodo persiste una ridotta capacità infrastrutturale sia della rete autostradale genovese (corsie ridotte, scambi di careggiata, tratti chiusi), sia della rete provinciale (interruzione zona Gnocchetto) che della rete ferroviaria della linea Genova-Ovada-Acqui (tratti interrotti, riduzione di velocità, ritardi cronici).

Chiediamo un’offerta ferroviaria che preveda un cadenzamento su base oraria in entrambe le direzioni di marcia, dalle ore 5 alle ore 21 della giornata, almeno 6 giorni su 7.

Nessuna sostituzione del servizio ferroviario con servizio bus dove la tratta ferroviaria è disponibile per la circolazione. Potenziamento dell’offerta su gomma dalla Valle Stura verso il capoluogo ligure e viceversa, che tenga conto delle esigenze di spostamento sia degli studenti che dei lavoratori.

Nessuna riduzione preventiva del servizio ferroviario e su gomma per allerte meteo ma un loro potenziamento, per garantire i collegamenti tra i territori.

La gratuità dei mezzi di trasposto pubblici, su ferro e su gomma, per  i cittadini della Valle Stura, dell’Ovadese e Acquese, la cui sede di lavoro e/o di studio sia in  Liguria, fino al ripristino integrale delle infrastrutture autostradali, provinciali e ferroviarie.

Chiediamo l’immediata convocazione di un tavolo sui trasporti da tenersi in loco (Valle Stura o Basso Piemonte), invitando gli assessori ai Trasposti ligure e piemontese a parteciparvi con utilizzo, per l’andata  e il ritorno, dei mezzi pubblici.  

Avvisiamo chi intende continuare a vivere o trasferirsi nella Valle Stura, Ovadese e Acquese, di verificare la capacità di sopportazione, di pazienza e il proprio coraggio a sacrificare parte del proprio tempo, in quanto vivere e spostarsi in questi luoghi non è facile e non è garantito.”

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Un commento

  1. Buongiorno,
    sono un pendolare della tratta Acqui – Prasco – Genova che ogni mattina si alza alle ore 4.00 per essere a Genova al lavoro per le ore 7.00 compiendo una tratta “ferroviaria” di 59km e pagando un abbonamento annuale di circa 839.00€. Essendo consapevole dei problemi logistici e geologici presenti su questa linea, volevo comunque segnalare un’ulteriore situazione di disagio (gratuita ed “organizzativa” ) che non agevola il viaggio in pulman dei pendolari delle ore 5.00. In questa settimana, ci si é trovati più volte in una situazione di “freddo” in particolare sui pulman partenti da Acqui nell’orario sopra citato. Questa mattina, al mio arrivo in stazione (ore 4.50) visti i 0° presenti in vettura, mi sono permesso di disturbare l’autista che nel frattempo si intratteneva fuori con un collega (salito sul secondo pulman acceso, ma vuoto) ed il coordinatore di Trenitalia, chiedendogli di accendere la vettura (spenta con passeggeri a bordo) per far partire il riscaldamento (procedura che potrebbe o “dovrebbe” essere avviata molto prima della partenza, vista la presenza dei pulman parcheggiati già nella piazza della stazione). La risposta è stata evasiva e negativa (“intanto non si scalda” ), seguita da un “mugugno” ed un allontanamento dalla vettura, tutto questo in presenza del collega che sorrideva e il coordinatore Trenitalia che vedeva bene, in un primo tempo, di non emettere parola (indifferenza totale).A questo punto, ho avvisato i tre che avrei scritto una lettera al comitato dei pendolari perché facessero luce su questo trattamento a mio modo di vedere, “ingiustificato e menefreghista”. A questo punto, il coordinatore con voce scocciata, ha mormorato di “accendere” la vettura (alle 4.57). L’ autista ha acceso la vettura, ma non il riscaldamento (naturalmente “freddo”) secondo la testimonianza di un altro pendolare seduto sotto le bocchette. Scendendo per raggiungere le altre due persone sul piazzale, mi ha pacatamente detto di scrivere pure la lettera. Ora io mi chiedo se tutto ciò sia ammissibile e condivisibile.
    Cordialmente…. Un pendolare, come tanti.

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