Acquese

Terzo: si parla di dissesto idrogeologico e come fermare gli smottamenti collinari

 Terzo. L’alluvione del 23 e 24 novembre ha mostrato la fragilità del nostro territorio. Al riguardo sorge spontanea una domanda: è possibile fermare gli smottamenti collinari?

Giovedì 23 gennaio  a Terzo, a partire dalle ore 8.30 nella sala consiliare, cercherà di rispondere il corso di ingegneria naturalistica organizzato da Inipa Nord-Ovest (Istituto per la formazione professionale agricola di Coldiretti) con Terranostra Alessandria, relatore sarà l’ing. Umberto Boschini,  professionista genovese specializzato in Ingegneria Naturalistica.

«Si  punterà – spiega Mauro Bianco presidente di Coldiretti Alessandria – sull’importanza di mettere in pratica misure che possono influire sull’innesco di quei piccoli dissesti che poi degenerano in fenomeni ben più ampi: dal mantenere giovane e flessibile la vegetazione con periodici tagli di selezione in alveo per regolare il deflusso delle acque all’effettuare una periodica e corretta  manutenzione delle aree boscate invase dalle specie  pioniere e ridurre il più possibile l’impermeabilizzazione dei suoli diffondendo l’impiego della vegetazione nella sistemazione del territorio».

Si parlerà anche di prevenzione con le tecniche di ingegneria naturalistica finalizzate a risolvere un’ampia gamma di problematiche di consolidamento, drenaggio dei versanti e rivegetazione attraverso l’utilizzo di materiale vegetativo vivo e di legname come materiale da costruzione.

«Un argomento che interessa particolarmente il nostro territorio dopo quanto successo a il 23 e 24 novembre. – conclude  il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – L’attenzione alle cause e la prevenzione sono fondamentali per la sicurezza delle persone e la salvaguardia della  biodiversità e del patrimonio agroalimentare. Problemi ai quali non è estraneo il fatto che il territorio è più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre un quarto della terra coltivata».  

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