Diocesi

Un messaggio del Vescovo di Acqui, mons. Luigi Testore, datato 10 marzo 2020

Carissimi,

viviamo un momento particolare in cui per la prima volta nella storia recente un’emergenza sanitaria ci costringe a cambiare radicalmente le nostre abitudini e il nostro stile di vita.

Vorrei che, come vescovo, sentiste tutti la mia vicinanza e partecipazione. Desidero innanzitutto ringraziare tutti coloro che sono specificamente coinvolti come operatori sanitari e amministratori pubblici, ma, in particolare, tutti coloro che si impegnano nel volontariato. So, ad esempio, che alcuni giovani, liberi dagli impegni scolastici, offrono la loro disponibilità per consegnare a casa la spesa alle persone anziane. A tutti vorrei manifestare la mia gratitudine, perché nei momenti difficili è estremamente importante che emerga la nostra capacità di vivere una profonda solidarietà sociale.

Come sapete, i Vescovi Italiani hanno deciso di sospendere per un lungo periodo tutte le celebrazioni liturgiche in adempimento alle disposizioni governative per evitare che, anche il nostro riunirci come comunità cristiana, possa favorire la diffusione del contagio. È una scelta molto difficile per noi cristiani, perché l’Eucaristia domenicale è il centro e la fonte della nostra vita.

Tuttavia questo lungo digiuno dall’Eucaristia ci può aiutare a riscoprire ancor più profondamente l’importanza di quel gesto che compiamo ogni domenica. Ci aiuterà a sentirne la mancanza e  a capire anche quale grazia è per noi normalmente la possibilità di vivere quel gesto sacramentale.

Nella tradizione del Rito Ambrosiano c’è proprio in Quaresima l’obbligo di astenersi dalla celebrazione della Messa tutti i venerdì, per sottolineare che anche questo può essere un digiuno salutare, capace di stimolare in noi maggiormente il desiderio di vivere quello che Gesù ha chiesto di fare in sua memoria.

Queste domeniche senza la Messa ci metteranno anche in più profonda comunione con tante comunità cristiane nel mondo che sono perseguitate e non hanno la libertà di vivere quel Sacramento; e anche con tante comunità in numerosi paesi del mondo che possono avere la presenza di un prete solo poche volte in un anno e non hanno quindi la fortuna come noi di avere la Messa tutte le settimane.

Queste prossime domeniche saranno per noi un momento penitenziale da vivere con grande impegno. Possiamo per esempio imparare un modo nuovo di pregare in famiglia. Chiederei ai Parroci di esporre alle porte della chiesa o divulgare con altri mezzi le letture previste dalla liturgia. Se le famiglie si riunissero a leggere insieme il Vangelo, a meditare e pregare insieme a partire dalla pagina letta, forse farebbero una esperienza nuova e molto arricchente della loro vita cristiana. Si può poi anche seguire la Messa in televisione, ma è ancora più importante imparare a riflettere e pregare insieme.

Ci affidiamo al nostro Patrono S. Guido e a Maria, Madre della Chiesa, mentre invoco la Benedizione su tutti voi.

                                                       + Luigi,

Vescovo di Acqui

Pubblicità
Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close
Close