Acquese

Anche i comitati del territorio scrivono a Baldi contro la Solvay

Ci sono anche Sezzadio Ambiente, il Comitato Torrente Orba e il circolo Legambiente Ovadese, fra i firmatari della lettera inviata dal Comitato Stop Solvay di Spinetta Marengo al presidente della Provincia Gianfranco Baldi in cui si chiedono provvedimenti per l’area di Spinetta Marengo, si raccomanda prudenza circa il permesso di aumentare la produzione di cC604 richiesto dalla Solvay alla Conferenza dei Servizi e si richiedono una bonifica vera e integrale, una riconversione ecologica dell’intero impianto produttivo del Polo chimico, screening gratuito della popolazione.

Ecco il testo integrale della lettera: «Ci eravamo lasciati il 22 febbraio. Noi eravamo in centinaia sotto il palazzo della Provincia con le bandiere del Comitato Stop Solvay e manifestavamo per sensibilizzarvi nuovamente sull’enorme problema ambientale e sanitario di Spinetta Marengo e quindi per chiedervi di negare a Solvay l’aumento della produzione di cC6O4 alla prossima Conferenza di Servizi.

Tre mesi dopo, con i cuori ancora tormentati per gli eventi conseguenti alla pandemia, sentiamo ancora più forte il dovere di dare seguito a quella richiesta.

Abbiamo già esposto i dati e gli studi sui pericoli relativi al cC6O4, riportandoli nei nostri precedenti comunicati, durante il presidio già citato, durante l’assemblea pubblica del 7  febbraio nata dall’indignazione di molti spinettesi dopo la pubblicazione degli studi di Arpa e ASL sulle patologie caratteristiche e sulla mortalità a Spinetta.

Il cC6O4, registrato proprio da Solvay e da Miteni nel registro ECHA nell’ambito del Regolamento REACH, è classificato dall’Agenzie Europea delle sostanze chimiche come tossico, corrosivo e non biodegradabile ed è lampante che questa sostanza sia semplicemente una versione camuffata dei pluricondannati PFAS di cui sono particolarmente noti i PFOA e i PFOS, sostanze che hanno causato disastri ambientali e provocato sofferenze alle popolazioni residenti nelle vicinanze degli stabilimenti produttivi come gravi problemi al sistema immunitario, disturbi alla tiroide, tumori ai testicoli e ai reni. Banalmente, a causa della sua relativa giovinezza e della destinazione di uso, il cC6O4 è molto meno controllato e studiato e non sono ancora stati dati oggettivi limiti legali. Tutte le prevedibili conseguenze che questa sostanza avrà su di noi si aggiungeranno alle patologie già presenti in modo devastante nell’area di Spinetta (per esempio tumori a reni e vescica, malattie all’apparato respiratorio, ipertensione, tassi di mortalità anormali, come da studi Arpa e ASL).

È fondamentale che abbiate presente tutto ciò quando dovrete prendere una decisione così delicata durante la Conferenza.

Probabilmente vi diranno serenamente “il cC6o4 non uccide”. Sappiate che vi staranno dando in pasto una menzogna.

Le informazioni e le analisi che contraddicono questa versione sono presenti e vi sono state fornite, ma per noi è più forte la testimonianza che Michela Piccoli, del comitato Mamme no PFAS del Veneto, ha portato all’assemblea pubblica di Spinetta a febbraio. Due ricordi sono indelebili: la dignità e la forza della loro battaglia; il dolore e la tragedia che hanno spinto queste donne straordinarie a lottare contro la Miteni, l’azienda che stava uccidendo i loro figli. La Miteni è stata giudicata colpevole del disastro ambientale causato e quindi di tutte quelle sofferenze. La Miteni si divideva il mercato di queste sostanze con la Solvay.

Voi, che siete responsabili e garanti della salute pubblica di Alessandria, potrete nascondervi e, per convenienza o comodità, accettare il loro gioco degli specchi che distorce la realtà. Oppure affermare che sono troppi gli elementi di pericolo per gli abitanti e per l’ambiente di Spinetta, che voi avete il dovere di tutelare.

Probabilmente vi diranno anche che hanno fatto tutto il necessario per rendere sicura la produzione del cC6O4 e che non ci sono pericoli di fuoriuscite.

Bisogna essere incoscienti per avere fiducia nelle capacità dello stabilimento Solvay di Spinetta di contenere fuoriuscite di materiali tossici e pericolosi. Le falde, i fiumi e i terreni sono ormai intrisi dei veleni prodotti dal Polo da decenni. L’Arpa ha già riscontrato l’anno scorso una presenza preoccupante di cC6O4 nel Bormida. La regione Veneto e il Ministero dell’Ambiente nel 2019 si sono messi in grave allarme per aver ritrovato nel Po queste sostanze e a Marzo di quest’anno hanno nuovamente rilevato una presenza di cC6O4 nel tratto veneto del Po escludendo potesse essere una perdita derivante dal sito Miteni. Abbiamo inolltre appreso che Solvay ha deciso di produrre mascherine utilizzando Algoflon necessariamente ottenuto utilizzando cC6O4. Siete veramente tranquilli di mettere il futuro e la vita di tutti noi nelle mani del Polo che da decenni è un colabrodo di sostanze tossiche e altamente inquinanti?

Potreste sempre fidarvi della parola di Solvay, della loro credibilità di multinazionale leader del settore chimico. Perché no? Perché non dare credito a chi sta speculando sul bisogno di mascherine per fare business e per mettervi sotto ricatto e costringervi ad accettare l’ampliamento dello stabilimento? Perché non fidarsi di chi, all’indomani dei dati che dimostravano come ci fosse un aumento esponenziale di terribili patologie nei pressi dello stabilimento di Spinetta, ha semplicemente argomentato che “potrebbe essere dovuto dagli stili di vita dei cittadini”? Perché non fidarsi di chi, riconosciuto colpevole dell’inquinamento del territorio in cui opera, ha deciso di fare ricorso alla Corte Europea invece di chiedere perdono agli abitanti di Spinetta? Perché non fidarsi di chi infarcisce il proprio documento tecnico presentato in Conferenza dei Servizi di 56 omissis, rendendone quindi segrete alcune parti determinanti per la vostra scelta?

Per questo vi chiediamo nuovamente di non autorizzare l’aumento della produzione del cC6O4 nell’impianto Solvay di Spinetta Marengo. La scelta di negare l’aumento della produzione è quella di maggior buon senso. Al contrario la vostra concessione sarà l’ennesima coltellata alle nostre spalle.

Le terre, l’acqua, l’aria e la vita degli abitanti di Spinetta sono già segnati in modo drammatico. Noi del Comitato Stop Solvay non ci rassegniamo al fatto che Spinetta venga considerata un luogo ormai perso e da abbandonare al proprio destino di “discarica chimica”, tanto avvelenato da dover accettare tutto. Noi continueremo a portare avanti la nostra lotta qualunque decisione prenderete e lotteremo per invertire questa realtà apparentemente irreversibile. Crediamo che per dare un futuro a Spinetta, a noi e ai nostri figli si debba ripartire dalle basi: una bonifica vera e integrale, una riconversione ecologica dell’intero impianto produttivo del Polo chimico, screening gratuito della popolazione.

Un secolo di veleni, malattie e morti può bastare.

Crediamo che la vostra decisione sia tanto semplice quanto importante».

Comitato Stop Solvay di Spinetta Marengo

A sostegno:

  • Fridays For Future Alessandria;
  • Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta;
  • Sezzadio Ambiente;
  • Comitato Vivere a Predosa;
  • Comitato 3a Carentino-Oviglio;
  • Comitato torrente Orba;
  • Circolo Legambiente Ovadese
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