Acquese

Cinghiali: situazione fuori controllo

Roccaverano. La Coldiretti astigiana lancia un nuovo allarme: danni ingentissimi nell’astigiano, a rischio le semine primaverili.

I cinghiali scorrazzano senza freni nei terreni coltivati con gravi danni all’agricoltura. Mangiano i semi delle colture, i foraggi, la frutta, gli ortaggi, i germogli, danneggiano piante e piantini, e minacciano gli animali delle cascine.

Coldiretti lancia un nuovo allarme sulla necessità di difendere le forniture alimentari del Paese diventate più preziose in questo momento. Una preoccupazione che si aggiunge alla sicurezza e alla salute dei cittadini.

I selvatici hanno ormai preso possesso del territorio e si sono spinti anche nei centri abitati con segnalazioni nei paesi e nelle grandi città, oltre che nelle aree coltivate. In pericolo oltre le produzioni agricole necessarie per soddisfare la domanda alimentare dei cittadini, ci sono anche la sicurezza delle persone che in alcuni territori sono assediate fin sull’uscio di casa, senza dimenticare gli incidenti stradali ed i pericoli per i mezzi di soccorso.

A livello nazionale si stimano danni per oltre 200 milioni di euro ai raccolti, con effetti anche sulla stabilità dei prezzi, mentre vengono monitorati i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato della possibilità dell’effetto domino, se oltre al coronavirus, la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. La proliferazione senza freni dei cinghiali sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico.

“Siamo veramente esasperati – rileva il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio – la situazione è ormai fuori controllo e noi agricoltori viviamo con l’angoscia dei danni alle colture e degli incidenti che possono provocare i cinghiali e gli altri animali selvatici. A questo si aggiungano le problematiche provocate dagli insetti, come ad esempio la cimice, e i danni provocati dagli eventi atmosferici che sono sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici in atto”.

“Ci rendiamo conto – rimarca il vice presidente provinciale di Coldiretti Gianfranco Torelli, enologo viticoltore bubbiese – che in questo momento il Paese ha tante difficoltà da affrontare, ma occorre che tutti capiscano che questo non è un problema di poco conto, perché se si perdono i raccolti nei campi, non ci saranno disponibili prodotti locali e i prezzi inevitabilmente cresceranno proprio in un periodo in cui andiamo incontro a gravi difficoltà economiche per tutta la nazione”.

Dei 118 Comuni della Provincia quasi la metà sono della nostra zona.

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