Cairo M.tte

Adelasia e il suo Re” – Alta Via dei Monti Liguri: riprese le escursioni dalla Riserva dell’Adelasia

Cairo M.tte. Escursionismo Liguria ha ripreso le escursioni dalla Riserva dell’Adelasia, sull’appennino savonese. Domenica 14 giugno 2020, dalle ore 10, ha organizzato una passeggitaa nel bosco tra realtà e leggenda. Qui, ai piedi del grande faggio, trovarono rifugio la principessa Adelasia, figlia prediletta di Ottone I di Sassonia, e Aleramo che ella aveva sposato contro il volere del padre. Dopo la fuga d’amore e la rinuncia al fasto della corte dell’Imperatore del Sacro Romano Impero, si narra che Adelasia e Aleramo per sopravvivere nelle remote valli del Savonese, facessero ricorso alla produzione e vendita del carbone di legna. In questi boschi della Valle Bormida l’educazione alla povertà era una attività difficile per chi dall’alto del suo rango nobiliare avrebbe potuto seguire l’etichetta che regolava la vita di corte. Ma la giovane con occhi azzurri e capelli lunghi biondi scelse di unirsi per la vita a Aleramo che era stato il suo scudiero. Leggenda vuole che il padre Ottone I di Sassonia, sceso in Liguria con il suo esercito imperiale per combattere i pirati musulmani, perdonasse la figlia Adelasia, assegnando a lei e Aleramo i marchesati di Acqui, Monferrato e di Savona. Oggi, nei pressi di Cairo Montenotte, una Rocca porta, appunto, il nome di Adelasia.

Alle ore 15.30 i partecipanti tutti insieme hanno consumato la Merenda di Adelasia all’aperto, presso la Casa Miera, rifugio ubicato lungo l’Alta Via dei Monti Liguri Tappa (Colle di Cadibona – Le Meuggie).

I partecipanti, affascinati dalla leggenda, sono rimasti senza fiato nell’ammirare i maestosi faggi – alcuni con tronchi della circonferenza superiore ai 3 metri – che troneggiano nella Foresta dell’Adelasia. 450 ettari dove può riecheggiare uno dei suoni più forti della natura: il richiamo cupo e ritmato del capriolo, tecnicamente definito scrocchio. All’ombra del sottobosco sciafilo, la faggeta invoglia a belle e riposanti passeggiate estive; resta difficile credere che la quiete di questi posti sia stata drammaticamente testimone delle battaglie tra i soldati austro-piemontesi e le truppe francesi durante la Campagna d’Italia di Napoleone.

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