Ovada

La Corte dei conti alla Saamo: quattro mesi per risanare o liquidare

Ovada. La Saamo ha tempi brevi per decidere cosa vuole fare nel prossimo futuro.

È la nota che la Corte dei conti ha inviato all’azienda ovadese del trasporto su gomma (l’ing. Gian Piero Sciutto ne è l’amministratore unico, i 16  Comuni della zona di Ovada ne sono  i soci proprietari), da anni in crisi finanziaria.

Una specie di aut aut quello arrivato alla Saamo ed ai sindaci, come puntualizza l’ing. Sciutto. Quattro mesi di tempo, “per risanare e rimettere in equilibrio i conti dell’azienda oppure liquidare”.

L’ultimo bilancio aziendalefa registrare un passivo di 322mila euro, di cui circa 120mila da addebitare alla “sopravvenienza passiva” ed al fondo di rischio. Dunque i restanti 200mila euro circa potrebbero essere configurati in linea con il graduale piano di ristrutturazione che i vertici dell’azienda ed i sindaci portano avanti  da oltre due anni.

Ma la scadenza quadrimestrale incombe, tanto più in un momento particolare come è quello di uscita dall’emergenza nazionale per il covid.

“È difficile in tempi di crisi generata dalla pandemia riuscire a dare dei colpi di reni per risalire” – ammette l’ing. Sciutto.

Due le opzioni: la cessione dell’azienda, per indirizzarla verso altre di settore più articolate, o la vendita del capannone di via Rebba, per recuperare quella liquidità che da tempo servirebbe tanto all’azienda.

Il prossimo incontro tra vertici aziendali e sindaci dovrà verificare una volta per tutte quali possano ancora essere i margini di manovra, a fronte della nota perentoria della Corte dei conti.

Il sindaco Lantero: “La situazione è molto complessa, ce ne stiamo occupando da tempo, al fine di provare di tenere in piedi l’azienda. Ma il suo bilancio è sempre negativo; eppure l’attività annuale corrente è coerente con le previsioni del piano di rientro graduale dai debiti. Ma  la nota della Corte dei conti ci mette in difficoltà per la soluzione da trovare, ci mette in guardia sul poter o non poter ripianare il debito.

A breve porteremo nei Consigli comunali la delibera su cui poi Sciutto potrà procedere in merito alla gara per la vendita del ramo trasporto pubblico dell’azienda. Noi continueremo a lavorare, per il piano di ristrutturazione, come ci chiede la Corte dei conti. Ma il futuro è grigio…”

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Un commento

  1. Questo è il risultato derivante dall’aver trasformato gli erogatori di servizi pubblici essenziali ad alta rilevanza sociale da Uffici della Pubblica Amministrazione ad Enti di Diritto privato, tipicamente società per azioni, da cui la Pubblica Amministrazione compera servizi. Così facendo, entra a gamba tesa il concetto e lo stato di azienda in settori dai quali dovrebbero essere escluse. Tra l’altro, è stato sottolineato il disavanzo generatosi durante il periodo di blocco per la pandemia, ignorando il concetto in base al quale lo scopo di un’autolinea, di una ferrovia, di un Ospedale o di una centrale elettrica non è quello di realizzare utili economici, ancorché incauti legislatori lo abbiano vigliaccamente permesso, anzi, obbligato.

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