Cairo M.tte

Si chiede la riapertura del Pronto Soccorso ed il potenziamento dell’ospedale

Carcare. Martedì 21 Luglio i tre gruppi  Consigliari  “De Vecchi Sindaco”, “Lorenzi Sindaco” e “Per Carcare” hanno tramesso al Presidente del Consiglio Comunale, per l’accoglimento e approvazione, una Mozione tendente a rimarcare l’ “Importanza della presenza di un Pronto Soccorso h.24  all’interno dell’ospedale “San Giuseppe” in Cairo Montenotte”  affinché , “questo consiglio comunale torni a discutere e deliberare in merito alla situazione di precarietà delle strutture ospedaliere e dei servizi socio sanitari sul territorio delle Valli del fiume Bormida. La priorità di questo atto amministrativo è di contribuire ad ottenere un presidio ospedaliero zonale adeguato ai bisogni e alle esigenze del territorio, della sua popolazione, del tessuto delle attività produttive, delle strutture scolastiche e sportive, su di esso incidenti.”

Il presidio ospedaliero zonale cui fa riferimento la mozione  è l’Ospedale di Cairo Montenotte : “il recente pronunciamento del TAR,- esordiscono i consiglieri comunali carcaresi – che in pratica azzera l’esito della gara con cui l’ospedale S. Giuseppe di Cairo Montenotte veniva affidato ai privati, ha sicuramente allarmato tutti i Valbormidesi e in particolare chi si è sempre battuto per il potenziamento del “San Giuseppe”.

L’operazione di privatizzazione avrebbe dovuto portare, o meglio riportare, la Valle Bormida ad avere un vero Pronto Soccorso comprensivo di tutte le strutture previste e necessarie secondo i disciplinari, così come annunciato ufficialmente dall’Assessore regionale Viale, in un incontro pubblico tenuto a Cairo nel Palazzo di Città alla presenza dei Sindaci della Valle” dopo che  a seguito dell’emanazione della Legge 135/2012 (c.d. Spending Review) e della L.R. del 9/8/12 n. 29 il Pronto Soccorso di Cairo Montenotte venne trasformato in Punto di Primo Intervento h. 24  con il conseguente adeguamento dei servizi a supporto. 

Il depotenziamento in PPI – prosegue la mozione – ha causato: problematiche di trasferimento dei malati verso la costa, ritardi nella somministrazione dei servizi sanitari di urgenza, aggravio delle condizioni di servizio e dell’impegno dei volontari delle pubbliche assistenze, difficoltà di reperimento di personale medico altamente qualificato e diffusione di una ridotta percezione della qualità della vita nel comprensorio.

L’emergenza sanitaria “coronavirus”, poi, proseguono i consiglieri carcaresi, ha determinato scelte emergenziali con ulteriori trasferimenti di servizi a provvisorio vantaggio delle contingenze del capoluogo Savona.

Contattati dai dipendenti dell’ospedale i Consiglieri Carcaresi, e ascoltate le loro testimonianze e il loro sentimento di inquietudine per quanto sta succedendo, hanno deciso di dare loro supporto e massima solidarietà “convinti anche noi che sia indispensabile il potenziamento del nostro Ospedale”.

Supporto istituzionale che i consiglieri comunali carcaresi ritengono necessario perché: “tante, troppe volte ci siamo sentiti dire che i costi per il mantenimento delle strutture sanitarie sono troppo elevati, addirittura anche una seconda auto medica è ritenuta un lusso per questa valle che, pur non essendo densamente abitata, ha però un’estensione ed un’orografia molto particolare. È un territorio che unisce le estremità di Langhe e Monferrato con le fonti del fiume da cui riceve il nome, è una terra un po’ ligure e un po’ piemontese ma contemporaneamente anche un po’ figlia di nessuno.

I recenti fatti alluvionali hanno praticamente isolata la Valle Bormida dalla Riviera per cui “anche una banale appendicite avrebbe potuto comportare gravi conseguenze per ognuno di noi”, senza contare i costi economici ed i disagi sopportati dai cittadini valormidesi per doversi recare negli altri ospedali Liguri e Piemontesi per gli accertamenti e le cure delle loro patologie.

È tempo quindi che noi, amministratori locali delle Valli del Bormida, al di là di ogni legittima differenza di opinione che ci possa caratterizzare, su questo importante argomento dobbiamo essere all’unisono i portatori delle istanze dei nostri cittadini, delle imprese locali e dei dipendenti dell’ospedale pretendendo sempre e comunque, qualsiasi sia l’interlocutore di turno, che i servizi basilari siano garantiti.”

La mozione conclude pertanto impegnando il Consiglio Comunale e la Giunta “ad agire nelle sedi dell’ente Regione Liguria, per chiedere gli opportuni interventi tecnici a salvaguardia della struttura complessa denominata “Ospedale San Giuseppe” in Cairo Montenotte. Nonché ad agire con le medesime finalità anche presso la Direzione Generale dell’ASL 2 “Savonese” nonché, per rafforzare l’istanza, a chiedere “la convocazione del Distretto Socio Sanitario (19 Sindaci – 3 Ambiti Territoriali Sanitari) con la trattazione di specifici punti all’ordine del giorno: richiesta di un Pronto Soccorso h 24 con i relativi supporti specialistici medici, attrezzato per assistere celermente le urgenze; situazione delle PA e dei servizi socio sanitari sul territorio. Con la finalità di produrre una delibera dal valore politico ed amministrativo unanime”.

I consiglieri comunali carcaresi, infine, si dicono pronti – di fronte alle eventuali  orecchie di mercante della Regione e dell’Asl –  “a prendere in considerazione azioni condivise, insieme agli altri sindaci e amministratori locali del comprensorio, compresi i consiglieri provinciali e regionali dello stesso espressione, di protesta simbolica nelle sedi territoriali della Prefettura e dell’ ASL, comunque ovunque sia opportuno far prevalere i diritti a beneficiare di servizi ospedalieri e sanitari di qualità”.

Probabilmente non ci sarà bisogno di “proteste simboliche” nel breve periodo, certi che giungeranno promesse rassicuranti dai vari candidati alle prossime elezioni regionali liguri del 20 e 21 settembre:  e dopo si vedrà!

SDV 

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Un commento

  1. Trattasi di Ospedale posto al centro di una zona ampia ed impervia, con attività agricola ed industriale, oltre che frequentazione delle aree rurali circostanti da parte di turisti. Pertanto, il bacino d’utenza, al di là della consistenza numerica, comunque considerevole, è tale da rendere necessaria la presenza di un Ospedale sufficientemente fornito, non già del solo Reparto di Pronto Soccorso, che può essere semplice e non un pieno Dipartimento d’Emergenza ed Accettazione, ma anche Reparto di Medicina Interna, Chirurgia Generale, cui fanno capo specialisti anche di altre discipline afferenti e di Ortopedia e Traumatologia, stante, appunto il rischio derivante da agricoltura, industria e turismo.

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