Cairo M.tte

“Pellegrini e pellegrinaggi”: pagine di storia cristiana medievale sulle nostre terre

Cairo M.tte. Il medioevo è stato un periodo di grandi fermenti e di movimenti religiosi importanti, tra cui spicca certamente l’attitudine al pellegrinaggio: l’uomo del medioevo vide il cammino del pellegrino come gesto devozionale da compiere: in espiazione dei peccati, in cerca di una grazia o come “lavoro” (pellegrini su incarico).

Questa umanità composita, fatta di nobili e di popolo, tutti accomunati in una povertà per scelta ed un viaggio verso la meta lontana, fosse essa la Terrasanta, Roma o Santiago, ebbe un impatto fortissimo sulla società dell’epoca, portando alla nascita di ordini monastico – militari (Cavalieri di san Giovanni e Templari, Ordine di Santiago della Spada, Ordine dei Cavalieri di Altopascio) ma soprattutto di strutture assistenziali diffuse capillarmente sul territorio: gli hospitalia che, nel tempo, divennero i moderni ospedali.

La più nota tra queste “vie” resta la Via Francigena, ma la stessa ebbe varianti e percorrenze che toccarono tutte le comunità costiere e dell’entroterra, dove sorsero hospitalia e chiese hospitale per assistere questi singolari viandanti.

Carmelo Prestipino

Queste strutture minori furono presenti in tutte le comunità toccate da questi viandanti, diretti alla loro meta o di ritorno; oggi di tutto ciò resta poco: talvolta gli edifici che nacquero con quella finalità restano come memoria misconosciuta: quasi nessuno ne sa riconoscere il loro ruolo originario, perso nella nebbia dei secoli; in altri casi ne resta memoria scritta in polverosi documenti d’archivio, imponendo un capillare lavoro di ricerca per documentarli.

Il secondo grande momento dell’evoluzione dei pellegrinaggi ebbe inizio a metà del ‘400 con la nascita dei santuari mariani: prese vigore una nuova forma di pellegrinaggio che coinvolgeva intere comunità, guidate dalle loro confraternite: era il “pellegrinaggio breve” ai santuari del territorio, visti come luoghi protettori di un’umanità umiliata da guerre e fame e peste, che in molti casi è ancora attivo.

Tutto questo è stato oggetto della pubblicazione di Carmelo Prestipino: “Pellegrini e pellegrinaggi. Chiese e santuari, ospedali e ponti tra Liguria e Piemonte” appena edita dalla Sezione Valbormida. Il volume di 230 pagine a colori, arricchito da 160 fotografie, illustra in maniera precisa e documentata i “cammini” privilegiati dai pellegrini in viaggio per la Terrasanta e Roma – e in senso inverso per San Giacomo di Campostela. L’opera, sulla base delle tracce documentarie ed architettoniche rimaste, riporta in luce gli hospitali medievali, le “vie di san Giacomo”, le chiese-hospitale e la loro gestione, affidata a Benedettini, Agostiniani, Cavalieri di san Giovanni (poi di Malta) Templari, Antoniani di Vienne e Confraternite religiose, in un “cammino” che spazia tra Albenga e Voltri sulla costa, per risalire ad Ormea a ponente e Gavi Ligure a levante, sulle tracce del pellegrino del medioevo in una suggestiva carrellata di luoghi poco noti o sconosciuti, alla scoperta di una vicenda che costruì una parte importante dell’identità europea.

La seconda parte del volume è dedicata alle origini dei santuari moderni più significativi del territorio, (Vicoforte, Savona, Valsorda di Garessio, Todocco di Torre Uzzone, Albissola, Mallare, Millesimo, Calizzano, Cairo, Monesiglio, Gottasecca, Prunetto, Ponzone, Albenga, Vendone, Ceva, Villanova Mondovì, Toirano) con i loro percorsi devozionali ed i gesti dei penitenti in cammino.

Il quadro dell’opera è completato dalla pubblicazione di un medagliere di 40 medaglie- ricordo, che evidenziano le mete toccate da questi uomini di ritorno dal loro pellegrinaggio (Roma, Gerace, Bari, Oropa, ecc.)

L’autore ha posto l’accento sul profilo storico e antropologico delle vicende narrate, ma ha posto anche l’attenzione su una valenza di proposta turistica e di valorizzazione di chiese e di piloni, di edifici dimenticati, utile come guida per appassionati di trekking o cicloturismo, in un momento in cui sorgono un po’ dovunque, curati e ben sponsorizzati, “cammini” di valore culturale e turistico come la Francigena e il Cammino di Santiago, unendo la conoscenza al piacere della scoperta di luoghi e monumenti significativi di cui il territorio è ricco.

In un momento in cui c’è più spazio per la riflessione e la lettura, un buon modo per “camminare” assieme a uomini che ci hanno preceduto e riscoprire le loro impronte sulla storia delle nostre terre.

CS

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