Ovada

“Un tavolo di confronto allargato per risolvere i problemi di Ovada”, proposto dal prof. Figus

Ovada. Riceviamo e pubblichiamo dal prof. Alessandro Figus:

«A maggio 2019 i cittadini sono stati chiamati alle urne per le Comunali.

Sono passati due anno e la situazione ad Ovada è molto complessa, anche se non c’è per ora una vera crisi politica in corso. Il malcontento sta salendo, dovuto da una parte alla crisi pandemica quindi sanitaria, e dall’altra alla crisi economica.

I provvedimenti a livello locale non appaiono produttivi e soprattutto non si sono ancora risolti o peggio non si è discusso dei problemi cronici della città e del territorio. Le soluzioni percorse dall’Amministrazione comunale, come la cessione Saamo e il conseguente indebolimento del settore trasporti, non hanno portato risposte chiare e condivise.

“Insieme per Ovada” deve colloquiare di più coi cittadini, non essere resiliente sui problemi storici della città.

La formazione del Governo Draghi ha provocato profondi sommovimenti al sistema Paese e anche a livello locale c’è la necessità di aprire un tavolo di confronto allargato non solo all’attuale maggioranza, che coinvolga le forze politiche per un corretto confronto e per risolvere dilemmi che stanno sul tavolo da anni. Oltre agli attori politici tradizionali sarebbe opportuno coinvolgere le associazioni di categoria e i comitati.

È il silenzio e il mancato dialogo che mi preoccupano.

C’è la necessità di ricostruire un comitato cittadino, per portare a termine specifici obiettivi, quali la strategia a breve e lungo termine dell’Ospedale, le questioni mai risolte del Lercaro e del Geirino. E neppure la viabilità e la questione dei pendolari sono state risolte.

Il mio appello deve essere ascoltato dal sindaco, che ritengo aperto al dialogo. Come a livello nazionale il governo Draghi implica un progetto per il bene comune e per la soluzione dei problemi urgenti, così potrebbe avvenire a livello locale.

Forse è il momento giusto per  risolvere insieme problemi che da troppi anni attanagliano il territorio».

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