Ovada

In 250 davanti al Comune a protestare per la chiusura dei negozi

Ovada. Flash mob dei commercianti pacifico, martedì sera, 6 aprile, davanti al Comune in piazza Matteotti.

Erano circa 250 i commercianti, di Ovada e dei paesi viciniori, convenuti davanti a Palazzo Delfino, e seduti compostamente sulle  sedie portate da casa o dal negozio. Titolari e dipendenti di attività economiche hanno protestato silenziosamente contro le continue chiusure del settore commerciale operate dal Governo centrale, a fronte della pandemia in atto.

Vittorio Basso di Silvano, uno degli organizzatori: “Siamo venuti qui per lanciare un messaggio chiaro, non ce la facciamo più con le chiusure dei nostri negozi”.

Costantino Gargiulo di Ovada, un altro organizzatore: “Oltre al danno economico, c’è il lato mentale da tenere presente. Questa situazione perdurante da troppo tempo ingenera nei commercianti uno stato mentale talmente negativo  difficile poi da recuperare”.

Il sindaco Paolo Lantero, intervenuto alla manifestazione con gli assessori Marco Lanza e Sabrina Caneva ed alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza, ha letto òla lttera inviata al presidente della Regione Cirio, in cu isi chiede di perimetrare diversamente il Piemonte, a seconda del grado di incidenza della pandemia e della positività al virus. Un conto infatti è il negozio di vicinato di Ovada dove i positivi sono 19, un altro conto è l’area commerciale metropolitana di una città che fa registrare da settimane migliaia di positivi. Eppure tutto il Piemonte è zona rossa ed a soffrirne è specialmente il  negozio di vicinato.

Per questo sarebbe molto più ragionevole perimetrare diversamente il Piemonte, a seconda del rischio e dell’incidenza della positività che un territorio presenta.

E riaprire i negozi là dove la situazione di fatto lo consente.

È quello che chiedono i commercianti di Ovada e zona.

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