Dal convegno di Palazzo Robellini, le tempistiche per i nuovi assetti del termalismo acquese

Acqui Terme. Nel dibattito sul difficile momento del termalismo acquese, nuovi spunti di riflessione sono emersi dal convegno che si è svolto mercoledì 4 febbraio a Palazzo Robellini. Nell’incontro organizzato dalla CISL, il Sindaco Danilo Rapetti e i consiglieri regionali Marco Protopapa e Domenico Ravetti hanno delineato la strategia per superare lo stallo che da anni soffoca il comparto.

Il 2023 ha segnato una svolta legislativa: le concessioni, un tempo percepite come “perenni”, scadranno definitivamente ad aprile. Questo cambiamento permetterà di porre fine al monopolio che finora aveva consegnato tutta l’acqua termale a un unico gestore, bloccando di fatto nuovi investimenti. “Siamo in una crisi che somiglia alle doglie del parto”, ha dichiarato il Sindaco, indicando che la libertà di gestione è ormai prossima.

La novità più rilevante, di cui già molto si è parlato e su cui il Sindaco ha ancora una volta insistito, è la parcellizzazione delle acque. I nuovi bandi, in fase di predisposizione, non affideranno più il patrimonio idrico a un solo soggetto, ma permetteranno ai singoli alberghi di avere acqua e fanghi “in casa”. Studi geologici recenti confermano l’eccezionalità delle sorgenti acquese e una parentesi è stata dedicata alla Fonte Borma, dove proprio poche ore prima si era svolto un sopralluogo da parte dei tecnici della provincia. Una fonte che presenta caratteristiche chimico-fisiche uniche e una portata e una temperatura decisamente interessanti.

Sul fronte degli investimenti, è stato ribadito che il futuro non sarà concentrato solo sul benessere, ma che la centralità dovrà comunque andare sanità termale. Il progetto prevede l’integrazione delle cure termali nel sistema sanitario regionale, sotto l’egida dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Un segnale forte di attrattività arriva dal settore privato: la ristrutturazione dell’Hotel Pineta, con un investimento di 31 milioni di euro da parte di un fondo internazionale, dimostra che Acqui è ancora un polo d’interesse primario.

I nuovi bandi dovrebbero essere emessi entro l’estate 2026, mentre il Consiglio regionale e l’assessorato si sono impegnati affinchè l’intero processo amministrativo per il nuovo assetto del termalismo acquese si chiuda entro la fine dell’anno in corso.

Nonostante le tensioni con l’attuale proprietà, che ha disertato i tavoli di dialogo, le istituzioni hanno confermato la massima attenzione per i lavoratori. Grazie all’intervento regionale, parte del personale verrà ricollocata presso l’ASL per preservare competenze professionali irripetibili, in attesa del rilancio definitivo.

 Tutti i particolari sull’incontro sul prossimo numero del nostro settimanale, in edicola e in abbonamento , giovedì 12 febbraio 2026

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