Sabato 8 agosto i gialli di Maurizio Merlo. Il 4 settembre il M° Laurent Petitgand. E poi, il 9, il ricordo del soggiorno 1866 di Giuseppe Garibaldi a Palazzo

Ponzone. La trilogia del Losio del giallista Maurizio Merlo sulla scena di Palazzo Losio – Dimora degli Scrittori. Con l’appuntamento, sulle colonne cartacee già presentato, in programma sabato 8 agosto,alle ore 18.
Ma tante altre novità stan bollendo in pentola.
Tra Ponzone…e la Francia.
Marina Miroglio è stata recentemente protagonista di un programma del primo canale della TV nazionale francese. Ha parlato del nostro tartufo bianco (con tanto di collaborazione di un suo cugino, cercatore nicese, e di un fedele e addestrato cagnolino). Mentre Bruno Marguerite ha voluto pubblicata, nelle “Editions Unicité”, nella collana Les Nèbuleuses, l’autobiografia – disponibile dalla fine dell’aprile scorso – La part de l’Ange di Laurent Petitgand (compositore e polistrumentista, autore delle colonne sonore di tanti capolavori di Wim Wenders). E proprio il M° Petitgand sarà ospite al Losio di Ponzone, venerdì 4 settembre, in un una attesissima e prestigiosa presentazione-concerto.
L’evento sarà il preludio all’incontro Giuseppe Garibaldi al Losio – e qui ritorneranno misteri e ipotesi… – del 9 di settembre, 160° del soggiorno del Generale.
Garibaldi: per il momento una lapide è l’unica fonte
“Garibaldi/ sacrificati alla concordia/ gli allori del Trentino/ nel mesto ritorno alla sua Caprera/ in questa casa/ albergava/ la notte del IX settembre/ MDCCCLXVI”. Così un’iscrizione di Palazzo Losio.
Attrae la data. E’ un mese esatto dalla missiva 9 agosto, inviata all’Eroe dal Comando Supremo di Padova, e sottoscritta dal generale Alfonso La Marmora, che spiegava “imperiosamente” (un avverbio che sa di lapsus, pensando ai nemici Asburgo…) la necessità dell’armistizio. “D’ordine del Re ella disporrà, quindi, in modo che per le ore 4 a.m. di posdomani, 11 agosto, le truppe da lei dipendenti abbiano ripassate le frontiere del Tirolo”.
La risposta, da Storo (Trento), tutti la conoscono. Laconica. E amarissima. “Ho ricevuto il dispaccio 1073. Obbedisco”.
Un volo tra le terre alte…
Così, conclusa con poca gloria (dopo le sconfitte di Custoza e Lissa) la III guerra di Indipendenza, da Brescia, ove si trovava ad inizio settembre, Garibaldi sembra compiere “un volo” al Losio. Che l’Epistolario – è singolare – né annuncia, né menziona. Ma tra la fitta corrispondenza, da Brescia, del giorno 8 settembre (destinatari sono Bertani, Cugia, Sineo, Vecchi, le donne lombarde patriote), si passa al 10 (lettera all’Acerbi; qui solo la firma è autografa). In mezzo una lacuna.
Il 9, se davvero Garibaldi è giunto al Losio, il mezzo più rapido è la vaporiera, meta la Stazione di Acqui (e dunque Garibaldi avrebbe superato l’impedimento che gli fa scrivere, in una lettera a Mazzini, il 26 agosto, che per un incomodo – che credeva finito – teme di mettersi in strada ferrata. Di qui l’invito, al destinatario, di affrontare lui il viaggio, così sollevandolo).
Un “giallo” risorgimentale
Garibaldi al Losio (forse). Dopo otto ore di carrozza (via Milano). Ma per chi incontrare? Il padrone di casa Giacomo Gianolio, sindaco di Cavatore e deputato della IX legislatura del Regno (18.11.1865-13.02.1867)?
Giuseppe Saracco, da poco nominato senatore? O il neo sindaco di Genova avv. Andrea Podestà – la cui carriera politica fu benedetta dal giornalista garibaldino Anton Giulio Barrili – con cui Garibaldi corrisponde ripetutamente a luglio e ad agosto 1866? Lo attende Jona Ottolenghi, mecenate dei patrioti? O qualche soldato dei Mille 1860? (In tal caso vengono in mente il nome dell’ovadese Bartolomeo Marchelli, poi assai noto anche come prestigiatore – Bazàra: così lo si chiamava in dialetto. Ovadese anche Emilio Buffa; cui si potrebbe aggiungere Domenico Repetto di Tagliolo).
Acqui e le Terme son vicine: e i Bagni, da sempre, son ottima copertura per i diplomatici in missione… Potrebbe esserci qualche inviato, a Ponzone?
Proprio tante sono le ipotesi.
Quanto a Caprera, la lapide del Losio (se si facesse a meno del vol. XI dell’Epistolario dell’Edizione Nazionale, tra l’altro fruibile sul web) potrebbe suggerire un imbarco ligure. E invece no: l’isola dell’esilio, dopo alcuni giorni a Firenze capitale, sarà raggiunta – via Livorno: con un altro viaggio in treno, a tratti trionfale…, in particolare a Càscina – solo il 30 settembre. (Ecco: il toponimo comparire nella data topica delle lettere inviate a Benedetto Cairoli, Paolo Orlando e Anna Pallavicino Trivulzio di quel giorno).
E il gioco qui finisce solo per mancanza di spazio…
Com’è e come non è…
…Acqui e l’Acquese han forte impronta garibaldina: e tanti tanti son i riscontri… E a suo tempo li metteremo in fila. Ma per chi volesse togliersi subito le curiosità, rimandiamo ad un nostro vecchio articolo, pur da aggiornare e rivedere, a distanza di quasi tre lustri (Garibaldi a Ponzone: era il settembre 1866, su “L’Ancora” dell’8 aprile 2012). Facilmente lo si può rintracciare grazie alla piattaforma I giornali del Piemonte. E, intanto, scartabellando tra libri e web, chissà che, in questi giorni, qualche nuova indicazione non venga fuori.
G.Sa