Acqui Terme, Terme Militari e Carlo Alberto: si fa avanti la ERA Progress

Acqui Terme. Il termalismo acquese resta fermo, bloccato dalla vertenza tra il Comune e Terme di Acqui Spa, ma sul tavolo dell’amministrazione è arrivata una nuova manifestazione d’interesse che riguarda anche le Terme Militari. Dopo quella dell’investitore svizzero che finora non ha voluto svelare la propria identità, questa volta a farsi avanti, a viso aperto, è la ERA Progress Srl, società lombarda che opera nei servizi sociosanitari e fa capo all’imprenditore albanese Arben Islamaj.

La comunicazione, inviata al Comune lo scorso 21 settembre, guarda sia alle future concessioni per lo sfruttamento delle acque minerali e termali sia al recupero degli stabilimenti storici: le Terme Militari, di proprietà comunale, e il complesso Carlo Alberto, che appartiene al Demanio dello Stato. L’idea è un progetto che tenga insieme cure termali, riabilitazione, assistenza sanitaria, benessere e ricettività turistica.

La società, attiva in Italia dal 2020, lavora con strutture sanitarie e geriatriche del Milanese e della Brianza e ha già un progetto di recupero di un’area termale in Albania. Al Comune ha chiesto di aprire un primo confronto con l’amministrazione.

Nulla è ancora deciso: prima di qualsiasi passo concreto dovrà essere risolta la vertenza tra Comune e Terme di Acqui Spa, e le concessioni passeranno comunque da procedure a evidenza pubblica. Ma per la città è un segnale che fa sperare, anche perché questa volta l’imprenditore ha scelto di esporsi in prima persona.

Sul numero 40 de L’Ancora, in edicola da giovedì 29 ottobre 2026, il servizio completo su chi c’è dietro la ERA Progress e cosa propone per il termalismo acquese, con l’intervista all’imprenditore: «Parla Islamaj: “Terme di Acqui meritano di essere valorizzate”».

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