Vangelo della domenica

Domenica 18 febbraio
I domenica di Quaresima

Il deserto è spazio di essenzialità: dove l’uomo si scopre piccolissimo, spogliato di tutto, fragile e impotente davanti alle tempeste di sabbia, privo d’acqua, suo elemento essenziale per vivere, nell’escursione termica, dal torrido diurno al gelo notturno, che lo condiziona in ogni sua azione vitale, giorno e notte. Questo si legge nel brano evangelico di Marco, nella messa di domenica 18 febbraio, prima di quaresima: “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da Satana”. In questa sobrietà narrativa, Marco non solo omette la descrizione delle tre tentazioni, riferite da Matteo e Luca, ma non dice neppure che Gesù le ha superate. Ciò che impressiona maggiormente è che lo Spirito mette alla prova Gesù, prima della predicazione del Vangelo: la prova di Giobbe, uomo di fede e pazienza, che Dio spoglia di tutto, senza che lui perda la fede; la prova di Giona, che Dio getta nel cetaceo, isolandolo nella notte della vita, per essere poi restituito al sole, all’esistenza, per la missione che lo attendeva; la prova di Paolo, che viene accecato e scaraventato a terra dalla forza di Dio, per farlo risorgere a vita nuova a servizio del vangelo. Secondo Marco, nel deserto Gesù non sconfigge Satana per sempre, molte altre volte Egli sarà tormentato e sfidato dal demonio, ma non cederà; nei dubbi troverà, nel Padre e nello Spirito Santo, la forza di sfidare il male e restare fedele testimone. Quello del deserto diventa il tempo simbolico di tutta la vita di Gesù, dopo il battesimo fino alla croce: il maestro insegna che la tentazione va vissuta come prova per temprare la fede in Dio, scelta quotidiana, con le fragili alternanze della debolezza umana: “Non lasciarci travolgere dalla tentazione”. La vita sacramentaria, la preghiera fiduciosa, la grazia divina sono le componenti che ogni cristiano ha nell’essere aiutato nella scelta coerente di ogni giorno nella lotta contro il male, il peccato. L’evangelista Marco non ci presenta un Gesù vincitore, ma un Gesù combattente che accetta la sfida di entrare nel deserto, raccogliendo la prova dello Spirito, per dimostrarsi fragile come ogni uomo: “Padre se possibile passi da me questa prova”. Lo Spirito non getta Gesù nella prova per abbandonarlo a se stesso, ma lo accompagna, per questo Gesù sa trasformare quei quaranta giorni e notti non nella disperazione ma nella preghiera. Da questa esperienza Gesù scopre che Dio è presente in ogni cuore umano e questo è il suo messaggio quaresimale: “Il tempo della prova è finito, il regno di Dio è in voi”.     dg

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