Vangelo della domenica

Domenica 24 febbraio (anno C)
7ª domenica del tempo ordinario

Il brano del profeta Samuele, di domenica 24 febbraio, narra come il giovane Davide, ricercato a morte dallo suocero, re Saul, anziano e invidioso della giovinezza e il carisma del genero, chiamato da Dio al trono, entrato nottetempo nell’accampamento israelita, riesce a giungere vicino al re dormiente: “Saul giaceva nel sonno e la sua lancia era infissa a terra, a capo del suo giaciglio…”; il luogotenente Abisai, dice a Davide: “Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico… lascia che lo inchiodi con la lancia…”; ma Davide risponde ad Abisai: “Non ucciderlo! Chi mai ha messo mano sul consacrato da Yawé ed è rimasto impunito?. Vivere nella logica del contraccambio, fa si che gli altri siano semplicemente specchio di noi stessi: uno è mio amico se in lui vedo ciò che mi conviene, altrimenti è mio nemico.

Chi crede e vive nella fede in Gesù Cristo è chiamato ogni giorno a spezzare questa dinamica, per aprirsi alla logica della gratuità: “Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno...”. Comprendere e vivere il valore della gratuità è una ricerca di vita che punta a cambiare, cominciando a migliorare noi stessi. Il credente ricerca la comprensione del Padre, la sua misericordia, non il contraccambio del prossimo. Spiegando ai cristiani di Corinto il mistero della Risurrezione, l’apostolo Paolo scrive che “il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo, quello soffiato da Yawé, viene dal Cielo”.

La vera Risurrezione, scrive Paolo, si realizzerà per ogni vivente dopo la morte del proprio “corpo di fango”, per cui resterà solo il proprio “corpo dello spirito”. Ogni volta che siamo capaci di vivere nella logica del Vangelo, abbandoniamo ciò che ci lega alla terra, per far prevalere in noi l’uomo spirituale. È una utopia? Come può l’uomo di questo 2019 riuscire a compiere gesti che inizino ad abbandonare quello che in noi appartiene alla terra, per fare emergere in noi, in modo graduale, qualche tratto dell’uomo dello spirito? Forse la risposta a questi interrogativi esistenziali, la possiamo trovare nelle parole con cui Gesù continua il discorso delle Beatitudini; dice Gesù: “A voi che ascoltate, io dico…”. La condizione fondamentale è mettersi in ascolto, non di un discorso di logica, ma di amore. Il discorso del perdono, umanamente parlando non è nelle nostre capacità, anzi e quasi contraddittorio: “dente per dente…occhio per occhio…”. Non è da noi: Lui solo può offrircene le forze nello Spirito Santo e nella Sua Parola, che ci invita ad ascoltare”: “Si vis… se vuoi”.

dg

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