Vangelo della domenica

Domenica 16 giugno (anno C)
Santissima Trinità

All’inizio di ogni preghiera, soprattutto all’inizio di ogni messa, ci facciamo il segno della croce e proclamiamo “Nel nome del…”: per metterci in dialogo con Dio, noi invochiamo Padre, Figlio e Spirito Santo, e, segnandoci, annunziamo che è stato Gesù a parlarci, insegnarci e meritarci di rivolgerci a Dio nel mistero della Santissima Trinità come al nostro comune Padre. È proprio la grazia dello Spirito Santo, che nella sua natura divina è amore infinito, ad insegnarci fino in fondo a capire l’amore misericordioso di Gesù, attualizzato nella sua morte in croce.

Nella nostra fragilità, di mente e di cuore, noi da soli “non siamo capaci di portarne il peso” nella comprensione della grandezza del sacrificio di Gesù; da soli non siamo capaci di capire come si può amare in modo totale e gratuito, nel perdono dei nemici, nel donare la vita per amore, anche per chi ci fa del male ed opera contro di noi a nostro danno. È lo Spirito Santo che ci aiuta per renderci gradatamente più capaci di avvicinarci a questo amore, secondo quel peso, quella misura che solo la croce sa svelare. “L’amore di Dio è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è dato”, così l’apostolo Paolo ai Romani, nel brano della lettera che leggiamo domenica 16 giugno, solennità della Santissima Trinità.

Nella vita di ogni giorno, il credente è chiamato a scoprire la verità dell’amore; le forze dell’uomo non rendono questo traguardo possibile; con la grazia dello Spirito Santo anche l’uomo più fragile, e peccatore, riesce a scoprirlo: il credente si trova nella sfera dell’amore perché è l’amore stesso, che è Dio, a riversarlo dentro ogni cuore umano, che si renda docile alla grazia divina: “Egli vi guiderà alla verità tutta intera e vi annunzierà le cose future”, così nel vangelo di Giovanni. Dio non ci strattona, non ci spinge forzosamente: egli resta per ogni vivente un compagno fedele, però senza invadere o prevaricare l’identità personale, perché l’azione dello Spirito Santo è profonda, interiore; ci conduce alla verità dell’amore venendo ad abitare in noi, muovendo la nostra libertà dal di dentro, con una energia nuova, interiore, persuasiva, incoraggiante. La paternità divina, che per grazia matura in noi costantemente, trasforma il peso da portare in una collaborazione con l’aiuto divino: “Allora io ero con lui ogni giorno, mi rallegravo davanti a lui in ogni istante”, così il Libro dei Proverbi. Ogni vivente è chiamato a scoprire Dio nell’amore trinitario, tra Padre, Figlio e Spirito Santo, al fine di poter essere partecipe alla gioia che non ha fine.

dg

Back to top button
Close