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Vangelo della domenica

Domenica 30 luglio
XVII domenica del tempo ordinario

“La tua legge o Dio è preziosa più di mille pezzi d’oro e d’argento”, così recita il salmo tra le letture di domenica 30 luglio.

Anche il vangelo parla di ricchezze, richiamando “un tesoro nascosto”, che merita molta attenzione da parte del contadino avveduto, e parla anche di “una perla di grande valore”, che il mercante saggio cerca di acquistare anche con sacrifici. Tre gli elementi che costituiscono il significato delle parabole del tesoro e della perla: il valore del ritrovare, la determinazione dello scoprire, la gioia del possedere. Contadino e mercante, per acquistare i beni scoperti, “vendono tutti i loro averi”; non sono persone ricche, non spendono del superfluo, non si tolgono uno sfizio: investono tutto con gioia; si impoveriscono, per poco tempo, perché sono certi di guadagnare per sempre. “Il regno dei cieli, dice Gesù, è simile ad un tesoro nascosto, ad una perla di grande valore”, acquistarli è lo scopo unico della vita. Le due parabole insegnano che la conversione a Dio, che esige sempre un radicale distacco, nasce dall’aver trovato. Lì consiste la gioia: non rimpiangere il lasciato, ma gioire della fortuna di cui si è entrati in possesso. Nasce dalla esperienza di un grande dono, da un inaspettato incontro che allarga il cuore: la lieta notizia, l’euanghelion, il vangelo. Il credente, che ha scoperto la fede in Gesù, non dice “ho lasciato”, ma “ho acquistato”; non dice “ho venduto il campo”, ma “ho trovato un tesoro”, e si ritiene fortunato. Certo, per seguire Gesù occorrono decisione, abbandono senza riserve e adesione senza rimpianti: vivere in coerenza la fede merita di vendere tutto, in una atmosfera di gioia.

Il vangelo vede il distacco come recupero di autenticità, di umanità, giustamente: si lasciano gli idoli corruttibili, per seguire Dio, che costituisce il solo necessario. Il ritorno a Dio è un ritorno a casa. Le cose materiali da vendere sono possessi passeggeri, spesso alienanti, beni che dopo poco deludono, dividono, impediscono di godere prima di tutto della fraternità. Il novantanove per cento degli odi nelle famiglie, povere o ricche che siano, sono i soldi, il possesso di beni. Il contadino e il mercante del vangelo vendono “pieni di gioia”, ben consci che il “regno dei cieli” lo merita, oggi e per l’eternità. dg

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