Vangelo della domenica

Domenica 26 gennaio (anno A)
3ª domenica del tempo ordinario

Gesù, avendo saputo che Giovanni Battista era stato arrestato, si ritirò nella Galilea”, così Matteo, nel brano di domenica 26 gennaio, terza del tempo ordinario, ci descrive l’inizio della evangelizzazione del Maestro, che aveva appena ricevuto, nella zona del basso Giordano, l’investitura dal Padre e dallo Spirito Santo e la indicazione esplicita del Battista ai propri discepoli: “Ecco l’agnello di Dio”. Per gli ebrei la prima regione del Paese di Israele era senza alcun dubbio la Giudea, con la città capoluogo di Gerusalemme; Giuseppe e Maria, entrambi di stirpe giudaica, scelsero di far nascere Gesù a Betlemme, città di Giudea e paese d’origine del re Davide; nella sua identità sociale e umana, Gesù era un giudeo a pieno titolo.

Secondo i nostri criteri umani, se Gesù puntava veramente a diffondere il suo messaggio in modo efficace, doveva fare la sua scelta locale di predicazione nella zona del Tempio, perché era lì che convergeva, per il grande pellegrinaggio annuale, tutto il popolo di Israele e anche molti altri. Gesù nel prendere la sua grande decisione di dare inizio alla evangelizzazione fa una scelta radicale: comincia dai poveri, dagli umili, dagli israeliani che non godevano di buona fama. Nel Talmud, i maggiorenni di Gerusalemme e di tutta la Giudea, “ritenevano ignoranti, rozzi e perfino barbari, gli uomini della regione rurale e arretrata di Galilea”. Gran parte dei suoi collaboratori, cui affiderà la edificazione del regno dei cieli, sono galilei artigiani pescatori del lago di Tiberiade.

Con questa scelta, Gesù intende realizzare, dopo 720 anni, la profezia del profeta Isaia, proclamata nella prima lettura: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce”. Il regno dei cieli, che Gesù ci chiama a costruire con lui, nella collaborazione umile e fedele di ogni giorno, non punta a produrre grandi numeri di adesioni, ma vera testimonianza di identità, stando dalla parte degli umili, dei deboli.

La sequela di Gesù invita il credente a fare della propria vita un dono, un mettersi a servizio, con una esistenza che produce frutti d’amore gratuito, senza tornaconti. Quanti non conoscono il messaggio del Vangelo, la persona di Gesù, il Salvatore fattosi servo, si aspettano di vedere nel comportamento del credente cristiano coerente la testimonianza del vangelo vissuto, messo in pratica: “Guarda come si vogliono bene”, tutto il resto è vetrina, esibizionismo. Per convertire il fallimento di Gerusalemme, Gesù incomincia ad accendere la luce del regno dei cieli, da Nazaret, da Cafarnao, dalla Galilea, terra dei poveri.

(d.g.)

 

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