Vangelo della domenica

Domenica 21 ottobre (anno B)
29ª domenica del tempo ordinario

Gesù rispose a Giacomo e Giovanni: “Voi non sapete quel che chiedete”; così nel vangelo di domenica 21 ottobre. Con presupponenza, i due fratelli apostoli, detti “figli del tuono”, gli avevano chiesto di “sedere alla tua destra e alla tua sinistra nel tuo regno”; Gesù non aveva ancora fondato la “mia chiesa” (lo farà la sera del cenacolo, alla vigilia della morte in croce, al termine dell’ultima cena del giovedì santo, facendoli tutti vescovi, Giuda compreso) e già comincia la corsa al posto: bisognerebbe determinare che la modestia è la prima virtù civile. Questa lucida necessità è ben analizzata dai brani della liturgia della messa di domenica: nella preghiera d’inizio la liturgia ci fa chiedere a Dio “un cuore fedele e generoso”; Dio ci dà i suoi doni, affinché noi li distribuiamo agli altri. Eppure gli apostoli dovevano sapere: bastava approfondire la pagina del profeta Isaia: “Quando il servo di Dio, disprezzato e reietto dagli uomini, offrirà se stesso in espiazione, si compirà, per merito suo, la volontà del Padre”. Il progetto dell’Onnipotente non è di fare tutto lui, ma di lavorare assieme a noi piccoli uomini, che dobbiamo crescere ogni giorno, non come figli mantenuti, ma come fratelli, collaborando. Nella seconda lettura, dagli Ebrei, il libro biblico scrive: “Noi abbiamo, in Gesù Cristo, un sacerdote che sa cum pàtere (patire con noi) le nostre infermità, essendo stato lui stesso messo alla prova in ogni cosa”. La pagina evangelica di Marco descrive lo sconcerto dei dieci che non trattengono lo sdegno e gridano: “e noi?”. Gesù non entra nel merito della disputa, che stava prendendo la piega dello squallore carrieristico, e tagliando corto dice chiaramente: “Chi vuol essere primo tra voi, si faccia servo”. Per chiamare a conversione gli apostoli, Gesù non sgrida, non richiama, ma avvicina, amico con amici: “Allora Gesù li chiamò a sé”. Ritorna, nelle parole di Gesù, il verbo tipico della sequela evangelica: “Allora Gesù chiamò a sé quelli che voleva perché andassero con lui”; “e Gesù ne costituì dodici, perché stessero con lui”. Tutti i credenti, tutti, siamo chiamati ad essere ogni giorno coerenti in quel compito che nella comunità ci è stato affidato, per farci servi, come lui ha saputo servire: non solo papa, vescovi, preti, monaci, suore… perché il “servizio” inizia e si pratica in forza del dono del battesimo, “in sequela Christi”. Ogni battezzato deve sempre implorare che, alla destra e alla sinistra di Dio in Paradiso, siano le genti, tutte, a cominciare dai più piccoli.

dg

 

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