Vangelo della domenica

Domenica 29 luglio (anno B)
17ª domenica del tempo ordinario

La liturgia della messa di domenica 29 luglio cambia pagina del vangelo; fino al 2 settembre, per cinque domeniche, il vangelo di Marco è sostituito dal vangelo di Giovanni. Marco ha impostato il suo vangelo sui fatti compiuti da Gesù, Giovanni ne fa una riflessione teologica. Nei quindici versetti del capitolo 6, Giovanni ci aiuta ad approfondire il vero significato dei miracoli del Maestro, oggi del miracolo della moltiplicazione dei pani: a non capirne il senso è stata proprio la folla e anche i discepoli. Non era il primo miracolo cui assistevano, ma tant’è, ancora non ci credevano; o meglio credevano più alla logica umana nella considerazione dei fatti (i pani moltiplicati) che al perché, di causa e di fine. Per gli apostoli, interpellati, era solo questione di soldi: Filippo parla di duecento denari, la cassa è vuota, quindi tutti a casa. I due apostoli, per un pezzo di pane ‘politico’, azzerano la predicazione del Maestro. Per questo Gesù li provoca: “Voi stessi date loro da mangiare”; l’unico a metterci del suo è un ragazzo (è significativo quell’un, benefattore sconosciuto), lui senza lagne tira fuori “Cinque pani d’orzo e due pesci”: in ogni miracolo c’è sempre un gesto personale di generosità. L’egoismo genera sempre egoismi, anzi li esaspera fino alla violenza: le rivoluzioni della storia dovrebbero insegnare, che la fame è cattiva consigliera. Ma anche la gente non ha capito il miracolo compiuto da Gesù; per i cinquemila sfamati, uno come Gesù, che distribuisce gratuitamente pane, facendoti sedere comodo, fino a saziarti e avanzarne, deve essere fatto re: Gesù è acclamato re, non per la parola del vangelo (la paternità di un solo Dio e l’amore vicendevole di fratelli), ma per un pezzo di pane: più la pancia, che il cuore. Per questo Gesù resta demoralizzato: “Sapendo che volevano farlo re, Gesù si ritirò tutto solo sulla montagna”. Ma Gesù non si arrende di fronte alle incomprensioni e ai fallimenti personali di incomunicabilità: “E quando furono saziati disse ai discepoli: ‘Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto’. Li raccolsero e riempirono dodici canestri”. Il numero dei canestri ha un significato teologico, perché si riferisce alle dodici tribù del popolo di Dio, cioè per tutti. Allora, anche per noi, gente del 2018, che sente ancora il bisogno di Dio, pur affogando spesso nell’egoismo. E quindi anche noi ci dobbiamo chiedere: cosa mi aspetto dal mio Redentore? La sazietà della pancia o la consolazione del cuore? Per non sprecare, ancora una volta, il miracolo del vangelo.

dg

 

Leggi anche: Il Vangelo delle domeniche precedenti 2016-2017 – Ciclo A

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