Un quintale di ceci divorati in 3 ore

Un quintale di ceci divorati in 3 ore

Acqui Terme. Un quintale esatto di ceci sono stati letteralmente divorati nel giro di poche ore. Altrettanto è successo al bollito, proposto con bagnetto e salse tipiche del territorio e al pan ‘d melia (pane di grano turco). Insomma, anche quest’anno la Cisrò d’Aicq, organizzata dalla pro loco, è stata un vero successo.

«Oserei dire, quasi quasi, che quest’anno è stata più apprezzata che in passato – spiega Lino Malfatto, presidente della pro loco acquese – abbiamo ricevuto molti complimenti da parte della gente soprattutto per la qualità dei prodotti che abbiamo servito e, naturalmente, anche per le ricette proposte particolarmente invitanti». I ceci sono stati serviti con la tradizionale ricetta custodita dalle cuoche della proloco acquese mentre per il bollito sono stati adoperati qualcosa come 150 chilogrammi di tenerissima carne e 50 chilogrammi di cotechino. «Quest’anno hanno apprezzato il nostro menu anche i giovani – ha detto ancora il presidente – in particolare abbiamo servito il pranzo ad un gruppo di giovani provenienti da Como. Mi hanno raccontato di essere qui ad Acqui di passaggio e di aver saputo di questa festa ormai diventata una tradizione». E forse è proprio questo il segreto della Cisrò: essere diventata una tradizione. «I ceci rappresentano un piatto tradizionale durante il periodo legato alla ricorrenza dei defunti ma in molti ormai non li cucinano più. Non so per quale motivo. Forse perché per preparare una buona zuppa di ceci ci vuole molto tempo e un pochino di attenzione. Fatto sta che ho notato che sempre più acquesi vengono da noi per portarsi a casa i ceci». Probabilmente per mantenere quella che è una tradizione, anche senza mettere pentole sul fuoco per provvedere in proprio. I ceci proposti dalla pro loco, ormai un vero “must” per i palati più fini, sono stati proposti con le cotiche di maiale e la cipolla, ma prima di essere cotti a fuoco lento per alcune ore, sono stati infarinati per rendere il brodo derivante dalla cottura ancora più gustoso. Per non parlare poi del bagnetto, altro piatto tipico del territorio, non legato alle prossime festività ma comunque un piatto da veri intenditori. Così come il pane al gran turco proposto come contorno alla zuppa di ceci. «Abbiamo iniziato a servire i ceci intorno alle 11.30 e la coda era già lunghissima – aggiunge Malfatto – nel giro di tre ore abbiamo esaurito quasi tutto il cibo che quest’anno gli acquesi hanno preferito gustare a casa». Infatti, circa l’ 80% della zuppa è stata suddivisa in porzioni da asporto. Anche quest’anno la Cisrò è stata abbinata alla manifestazione “BeviAcqui” e ha fatto parte dell’attività promozionale per la rivalutazione dei prodotti tipici dell’acquese. Come il pan ‘d melia, un pane che si accompagna con piatti rustici. Archiviata dunque questa festa che, insieme alla Festa delle Feste, rappresenta uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti della città, per la pro loco è tempo di pensare ad un altro importante avvenimento: la mostra internazionale dei presepi. «In effetti abbiamo già fissato la data dell’inaugurazione che sarà l’8 dicembre – aggiunge Lino Malfatto – come tradizione vuole si svolgerà nel grande salone del Movicentro e in questo momento stiamo già valutando i pezzi da mettere in mostra». Si tratta di centinaia e centinaia di statuine, casette, animali, grotte e quant’altro necessario per rappresentare la Natività. Come nelle edizioni passate molte delle opere esposte arriveranno dal Nord Italia e saranno realizzate con i materiali più diversi. Non solo, anche quest’anno si sta lavorando per una nuova edizione del concorso Minipresepi riservato alle scuole materne, elementari e medie della città. «Quest’anno poi festeggeremo i 30 anni di fondazione di questo evento – conclude Malfatto – abbiamo in serbo molte sorprese che saranno svelate a tempo debito».

Gi. Gal.

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