Acqui Terme

«Nessuno deve dire: “Non sapevo niente”»

Acqui Terme. Ci scrive Paolo Stocchi:

«Non ho conosciuto la signora Irma. Però ho conosciuto don Franco e lui Irma l’ha conosciuta.

È lui che mi ha parlato di come la signora Irma voleva che il dono che faceva alla comunità di Acqui avesse un effetto “moltiplicatore”.

Un effetto moltiplicatore può voler dire molte cose, ma credo che Irma pensasse che il suo gesto potesse essere di esempio per tanti altri acquesi. Per questo costituì la Fondazione Aurora, perché, grazie alla generosità di tanti acquesi, questa potesse realmente contribuire a fare di Acqui una comunità attenta, sensibile e aperta.

Da qualche mese ci ha lasciati fratel Biagio, il San Francesco di Palermo, come lo avevano chiamato in molti. Lui diceva che “una società che lascia indietro i più deboli non può essere giusta, ma una società che è destinata allo sfaldamento, ad andare in crisi”.

Ecco, credo che sia da qui che occorre cominciare, dai deboli della nostra città, una città in cui, per alcuni, un tetto sulla testa rischia di essere un privilegio.

Voi direte: ma di possibilità per avere una casa ce ne sono!

Ci sono le case popolari, c’è l’housing sociale con affitti calmierati, i prestiti…

Oppure: Ci deve pensare il Comune, le istituzioni, il servizio sociale…”.

Sì, certo, possiamo delegare i problemi senza sentirci direttamente interpellati. Mettere sempre una distanza tra noi e i problemi, difenderci dall’idea di povertà, quasi ad esorcizzare  la possibilità che questa, un giorno, possa riguardarci.

Ma non sarà la paura della povertà che potrà salvarci da questa.

L’unica cosa che la paura sortirà sarà l’indifferenza, e l’indifferenza ci ridurrà in solitudine.

Eppure di persone che si trovano in stato di necessità, che non trovano case per la propria famiglia, che vengono sfrattate, che a seguito di una separazione si trovano ad indebitarsi, che non riescono a pensare a rifarsi una vita per un quotidiano sempre più pesante ed opprimente, ce ne sono. E ce ne sono anche nella nostra città.

Quando si è disperati, occorre sentire che non si è soli, che intorno a sé c’è una comunità disposta a prendersi cura dei propri membri. Serve sentirsi al sicuro al fine di poter riprogettare la propria vita.

Molti hanno cercato di dissuaderci dal nostro intento, dicendoci che non avremmo trovato nessuno a darci ascolto.

Può darsi, ma se non chiedi, come fai a sapere che nessuno risponderà?

Bene, se siete stati così pazienti da arrivare fino a qui, arriviamo al punto.

Come Fondazione di comunità vogliamo metterci in gioco e cerchiamo acquesi che vogliano fare altrettanto.

Obiettivo

Vogliamo acquistare un alloggio da dare in comodato gratuito ai Servizi Sociali come casa per emergenze abitative. Un servizio temporaneo, che permetta ad un nucleo famigliare di superare le difficoltà in cui si è trovato, mediante un progetto di supporto alla famiglia e di collocamento lavorativo.

Per questo cerchiamo:

1. Alloggi decorosi in Acqui Terme: questi potranno essere acquistati dalla Fondazione ad un prezzo contenuto, oppure potranno andare ad accrescere il capitale che la signora Irma ha messo a disposizione della comunità acquese tramite una donazione da parte di acquesi particolarmente generosi.

2.  Donazioni (anche di basso importo) per andare a costituire un fondo necessario per l’adeguamento degli alloggi e l’arredo degli stessi.

3.  Acquesi sensibili che si facciano carico di far conoscere questo progetto a tutti i cittadini, in modo tale che nessuno possa dire: “Non sapevo niente”.

Quindi tutti possiamo fare qualcosa e dimostrare che Acqui Terme è in grado di tornare a crescere mobilitandosi per i bisogni dei propri cittadini.

L’effetto moltiplicatore? Se una goccia rimane sola evapora, insieme, ha la forza del mare.

E poi, noi lo sappiamo, la cosa che ci fa sentire veramente felici, è donare!

Per informazioni: info@fondazioneauroraacqui.org – www.fondazioneauroraacqui.org – tel. 380 64 59 179».

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