Acqui Terme. Nella serata di giovedì 2 aprile, in occasione del Giovedì Santo, il vescovo mons. Luigi Testore ha presieduto la celebrazione della Lavanda dei piedi, uno dei momenti più significativi della Settimana Santa.
Un rito che richiama direttamente il gesto compiuto da Gesù durante l’Ultima Cena e che invita i fedeli a riscoprire il valore del servizio e della fraternità.
Nel corso dell’omelia, il vescovo ha guidato i presenti nel cuore del mistero pasquale, sottolineando il significato profondo dell’Eucaristia:
«Entriamo nel cuore del mistero pasquale – ha detto –. La sera del Giovedì Santo è il momento in cui Gesù, con i segni del pane spezzato e del vino versato, anticipa il sacrificio della croce».
Mons. Testore ha richiamato il valore universale di questo gesto, collegandolo anche alle difficoltà del tempo presente, tra guerre, violenze e disuguaglianze:
«Se guardiamo ai problemi e alle fatiche dell’umanità – ha evidenziato – riconosciamo che è nell’Eucaristia che ogni promessa di Dio si compie».
Un passaggio centrale dell’omelia è stato dedicato al tema del servizio, cuore del gesto della Lavanda dei piedi:
«Nella comunione eucaristica Gesù si dona a noi e ci assimila a sé nella misura in cui impariamo ad amarci e a servirci gli uni gli altri».
Da qui l’invito a diventare una comunità capace di testimoniare concretamente il Vangelo:
«Essere Chiesa del Giovedì Santo significa non accettare le chiusure egoistiche, la corruzione e la violenza del più forte».
Una celebrazione intensa, che ha riportato al centro il messaggio di umiltà e servizio, elementi fondamentali del cammino cristiano.